Rapporto sui risultati
Consultazione 2007/121: Norma complementare al freno all'indebitamento · 18 pagine
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Norma complementare al freno all'indebitamento
Fig. 6: Domanda 4 – Quota risposte in percento
Nessuna SÌ
indica- 17%
zione
Ritenete che il previsto termine
15%
d’ammortamento di sei anni
permetta di assicurare
l’equilibrio tra la situazione con-
giunturale e la stabilizzazione NO,
NO,
del debito della Confederazio- inasprire
allentare ne? 10%
58%
La CDCF e la maggioranza dei Cantoni chiedono di rinunciare a un termine di ammortamento, «eventualmente» di estenderlo a otto fino a dieci anni. Questo non primariamente per motivi di compatibilità con la congiuntura, bensì a causa della necessità di tempo per l’addivenimento e l’attuazione delle decisioni politiche. Alla luce della lunghezza dell’iter legislativo si teme che la norma complementare eserciti maggiore pressione sulle uscite non vincolate con conseguenti trasferimenti di oneri sui Cantoni. In termini quantitativi questi Cantoni hanno maggiore peso nella reiezione del termine di ammortamento proposto. Per contro sette Cantoni (ZH, NW, GL, ZG, BL, AR, GR) approvano il termine di ammortamento previsto. Il Cantone di Nidvaldo è inoltre contrario al fatto che dopo l’addebito del conto di ammortamento di oltre lo 0,5 per cento dell’importo massimo ai sensi del freno
all’indebitamento il termine ricominci nuovamente a decorrere.
I Verdi ritengono troppo breve il termine di ammortamento proposto. Il PS e l’Unione sindacale propongono di estendere il termine a 10 anni. Essi chiedono una «clausola valvola» che permetta in caso di «uscite straordinarie particolarmente elevate» di estendere il termine (PS, Unione sindacale) o di rinunciare del tutto all'ammortamento (PS). Come argomentazione fanno riferimento alla pertinente norma speciale per entrate straordinarie «considerevoli». Il PS e l’Unione sindacale hanno anche dubbi di politica congiunturale e temono che dalla norma complementare risulti una politica finanziaria inutilmente restrittiva con ripercussioni negative sulla crescita economica. Questa opinione viene in gran parte condivisa anche da
Travail.Suisse e SIC Svizzera. Infra, costruzionesvizzera, strasseschweiz e l’Unione
professionale dell’automobile ritengono troppo breve il termine di sei anni. L’utilizzo degli investimenti per l’infrastruttura si protrarrebbe sull’arco di diverse generazioni, ragion per cui tali investimenti potrebbero essere finanziati anche attraverso debiti.
Il PLR e il PPD condividono il parere del Consiglio federale secondo cui il termine di sei anni sia adeguato. L’UDC nonché le associazioni dell’economia quali economiesuisse, l’Unione degli imprenditori e la Fédération des Entreprises Romandes chiedono di ridurre il termine a quattro anni (4 fino a un massimo di 6 anni), mentre il Centre Patronal a cinque anni.
Oltre al termine vincolante, il progetto di legge prevede pure che in caso di deficit prevedibili del conto di ammortamento, eventuali misure di sgravio possano essere adottate già in anticipo. L’UDC, economiesuisse e l’Unione degli imprenditori chiedono una forma più vincolante di questi risparmi precauzionali, che l’Assemblea federale deve imperativamente decidere. Essi sono dell’avviso che la disposizione potestativa dell’articolo 17c dovrebbe essere riformulata in un impegno. A questo scopo il PS chiede che l’articolo 17c sui risparmi a titolo precauzionale venga stralciato senza sostituzione. La disposizione potestativa rappresenterebbe una «sovraregolamentazione», poiché i risparmi precauzionali sarebbero possibili già nel quadro del freno all’indebitamento.