Rapporto sui risultati

Consultazione 2007/121: Norma complementare al freno all'indebitamento · 18 pagine

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Norma complementare al freno all'indebitamento

norma complementare in questione renderebbe la politica finanziaria poco trasparente e burocratica. I partecipanti alla consultazione temono inoltre l'adozione di ricorrenti programmi di sgravio e un'indesiderata politica finanziaria prociclica. Il PS e l'Unione sindacale argomentano che le uscite e le entrate straordinarie non rientrano espressamente sotto il regime del freno all'indebitamento «per non gravare il bilancio ordinario attraverso uscite straordinarie (non ricorrenti)». Un «grave difetto del progetto» è quindi dato dal fatto che la norma complementare è priva di una simile disposizione d'eccezione. Infine si evidenzia che nell'analisi dell'analisi della situazione del debito occorre considerare non solo il debito lordo bensì anche il debito netto (debito lordo dopo deduzione dei beni patrimoniali). Essi invitano pertanto il Governo a verificare seriamente se il debito netto possa fungere da indicatore. Secondo il PEV la norma complementare presenta l'inconveniente di non essere differenziata e di non distinguere tra uscite per il consumo e uscite per investimenti. In particolare nell'ambito di investimenti in infrastrutture il finanziamento del debito potrebbe essere sensato. Il PCS considera la focalizzazione sulla problematica del debito un tema non prioritario e - come l'Unione dei contadini - è contrario a un'ulteriore limitazione del Margine di manovra politico-

finanziario di Consiglio federale e Parlamento. L'Unione dei contadini teme inoltre ripercussioni negative sulla gestione ordinaria delle finanze federali.

Cantoni e Conferenza dei direttori cantonali delle finanze (CDCF)

La netta maggioranza dei Governi cantonali (22 su 26) nonché la Conferenza dei direttori cantonali delle finanze (CDCF) sono nel principio favorevoli alla norma complementare. Vi fanno eccezione i Governi dei Cantoni di Basilea Città, Vaud, Neuchâtel e del Giura. Il Cantone di Basilea Città propone di sostituire il freno all’indebitamento con una nuova norma fiscale che abbia lo scopo di stabilizzare la quota d’indebitamento. I Cantoni di Vaud, Neuchâtel e del Giura respingono un’ulteriore norma. La norma complementare proposta è considerata complessa e poco trasparente (Cantone del Giura). Inoltre, tutti i quattro Cantoni sono del parere che con una maggiore pressione finanziaria la norma complementare comporterà traslazioni di oneri verso i Cantoni. Il Cantone di Vaud propone quindi di stabilire nella legge sulle finanze della Confederazione che i contributi destinati ai Cantoni non possano essere diminuiti. Anche i Cantoni che approvano la norma temono che la stessa comporti trasferimenti di oneri sui Cantoni. Complessivamente 18 Cantoni hanno esplicitamente espresso il timore che la norma complementare potrebbe favorire – con le parole della CDCF

– «il trasferimento diretto o indiretto di oneri ai Cantoni (finanziamento ospedaliero e delle cure, conservazione dei monumenti) nonché il ripiegamento in finanziamenti iniziali (posti di custodia, scuole in Internet) il cui durevole finanziamento successivo rimane a carico dei Cantoni». Essi sottolineano quindi, con riferimento alla nuova impostazione della perequazione finanziaria e della ripartizione dei compiti tra Confederazione e Cantoni (NPC) e ai principi che ne sono alla sua base (sussidiarietà, principio dell’equivalenza), che i trasferimenti unilaterali di oneri vengano rifiutati.

Comuni, città e regioni di montagna

L’Associazione dei Comuni, il Gruppo per le regioni di montagna e l’Unione delle Città

hanno delle riserve nei confronti della norma complementare. Essi condividono i timori dei Cantoni secondo cui la norma complementare potrebbe comportare una politica finanziaria della Confederazione più restrittiva e la traslazione di oneri ai livelli istituzionali inferiori.

L’Associazione dei Comuni e il Gruppo per le regioni di montagna accolgono favorevolmente il progetto solo a condizione che «in caso di eventuali risparmi nel bilancio ordinario il settore dei trasferimenti Confederazione – Cantoni e Comuni venga escluso mediante una pertinente norma legislativa». Anche l’Unione delle Città chiede «con insistenza» che la norma complementare non deve comportare la traslazione unilaterale di oneri su Cantoni e Comuni.