Rapporto sui risultati
Consultazione 2007/121: Norma complementare al freno all'indebitamento · 18 pagine
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Norma complementare al freno all'indebitamento
Questi ultimi chiedono pertanto una «clausola valvola» che permetta al Parlamento di estendere o di sopprimere il termine di ammortamento. Unitamente a Travail.Suisse e SIC Svizzera si teme una politica finanziaria prociclica con ripercussioni negative sulla crescita economica.
In vista di prevedibili disavanzi del conto di ammortamento, il Consiglio federale pro-
pone di effettuare già in anticipo risparmi precauzionali nel bilancio ordinario. L'UDC,
economiesuisse e l'Unione degli imprenditori svizzeri propongono una riformulazione della disposizione potestativa in un impegno per Consiglio federale e Parlamento. Il PS chiede di stralciare la disposizione che a suo parere rappresenta una «sovraregolamentazione».
Secondo il progetto posto in consultazione, gli importi annui d'ammortamento non
devono essere prestabiliti, ma devono rimanere flessibili (domanda 5). In tal modo Governo e Parlamento dovrebbero poter tenere debitamente conto della situazione finanziaria e congiunturale. Questa intenzione è largamente appoggiata dai partecipanti alla consultazione. Solo il PPD propone di definire gli importi d'ammortamento secondo una regola.
La maggior parte degli interpellati ritiene che l'impostazione proposta per la norma
complementare sia lo strumento idoneo per raggiungere l’obiettivo della stabilizzazione del debito (domanda 6). Il consenso è tuttavia meno ampio rispetto alla norma complementare concernente il bilancio straordinario (domanda 1). Non è tanto la necessità della norma a essere messa in questione, quanto la sua impostazione concreta. In particolare, le associazioni del traffico e dell'infrastruttura (associazione Infra, TCS, costruzionesvizzera, strasseschweiz, Unione professionale svizzera dell'automobile) respingono la proposta concreta, in quanto a favore delle uscite per investimenti non è garantito alcun trattamento particolare.
Le disposizioni transitorie prescrivono che l'avere attuale del conto di compensazione
sarà verosimilmente ridotto di 1,1 miliardi al momento dell'entrata in vigore della norma complementare. Questo importo corrisponde all'atteso deficit cumulato del bilancio straordinario dall'introduzione del freno all'indebitamento fino alla prevista introduzione della norma complementare (1° gennaio 2010). Gli averi sul conto di compensazione si sono prodotti in quanto Consiglio federale e Parlamento hanno sinora compensato volontariamente i deficit del bilancio straordinario con eccedenze del bilancio ordinario. Il PS e i Cantoni di Vaud e Neuchâtel respingono un'introduzione - dal loro punto di vista - retroattiva della norma complementare.