Rapporto esplicativo
Consultazione 2007/31: Revisione della legge federale sul servizio civile e della legge federale sulla tassa d'esenzione dall'obbligo militare · 48 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 16Fedlex · Rapporto esplicativo
Dipartimento federale dell'economia DFE
Organo d'esecuzione del servizio civile ZIVI
Organo centrale
3.2.5 Valutare le varianti “prova di fatto” e “procedura semplificata” in base ai criteri della mozione: conclusione
La mozione Studer chiede di rivedere la procedura d’ammissione in base a cinque criteri, così che essa comporti una riduzione dei costi e un onere significativamente inferiore per tutti i coinvolti, si fondi su principi trasparenti, giunga a risultati equi e tenga conto della prova di fatto.
I verbali delle sedute commissionali e dei dibattiti al Consiglio nazionale e al Consiglio degli Stati non permettono di specificare con sufficiente precisione che cosa si intenda con questi cinque criteri. Noi li precisiamo così:
_ riduzione dei costi: i costi della procedura semplificata, che saranno a carico della
Confederazione, saranno notevolmente inferiori a quelli della procedura attuale;
_ un onere significativamente inferiore: con onere intendiamo tutte le risorse che si rendono
necessarie (in particolare: tempo, lavoro e personale coinvolto), distinguendo in particolare tra l’onere affrontato dal richiedente e quello a carico dell’Amministrazione;
_ fondarsi su principi trasparenti: per noi trasparenza significa che la procedura e i criteri per
l’ammissione siano facilmente comprensibili e possano essere comunicati con chiarezza ai (giovani) cittadini;
_ giungere a risultati equi: la procedura porta a risultati equi quando i criteri d’ammissione possono
essere oggetto di giudizio, se tutti i richiedenti sono trattati sulla base degli stessi principi giuridici e quando si può garantire che la domanda e la sua motivazione rispecchiano il punto di vista e le convinzioni del richiedente;
_ tener conto della prova di fatto: se per prova di fatto si intende la disponibilità a prestare un
servizio civile che dura di più rispetto al servizio militare, si può affermare che entrambe le
varianti proposte – come già l’attuale procedura – ne tengano conto. Considerare la prova di fatto significa per noi istituire una procedura che riconosce, nella disponibilità a prestare un servizio più lungo, la prova dell’insorgere di un conflitto di coscienza a seguito dell’obbligo di prestare servizio militare. Con una simile soluzione si rinuncia al rilevamento e all’esame delle ragioni all’origine del conflitto di coscienza, non però del tutto alla richiesta di una dichiarazione che segnali l’esistenza di un problema di coscienza.
criteri proposti variante „prova di fatto“ variante „procedura semplificata“ dalla mozione (sottovarianti 1,5 e 1,8)
riduzione dei costi Consentirebbe Pure questa variante consentirebbe importanti
considerevoli risparmi. Se risparmi, poiché anch’essa sopprime la
si calcolano 2500 commissione d’ammissione e il servizio di controllo domande all’anno, garantito dalla Segreteria generale del Dipartimento basterebbe annualmente federale dell’economia. A seconda di quanti
circa l’80% delle richiedenti verrebbero sentiti, i costi sarebbero percentuali di tuttavia maggiori nella misura di più del doppio occupazione. I costi rispetto alla variante „prova di fatto“. Anche se salariali sarebbero questa procedura comporterebbe meno domande relativamente contenuti, rispetto all’altra variante, resterebbe molto più dato che occorrerebbe un onerosa finanziariamente. I costi per ogni posto di trattamento specializzato lavoro sarebbero maggiori, poiché le dichiarazioni solo per un numero andrebbero trattate più in dettaglio.