Rapporto esplicativo

Consultazione 2007/31: Revisione della legge federale sul servizio civile e della legge federale sulla tassa d'esenzione dall'obbligo militare · 48 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 18Fedlex · Rapporto esplicativo

Dipartimento federale dell'economia DFE

Organo d'esecuzione del servizio civile ZIVI

Organo centrale

domanda personale. iscritto e che sono ferrati intellettualmente e

razionalmente potrebbero essere ammessi con più facilita in maniera diretta, senza dover affrontare un’audizione.

prova di fatto Ne terrebbe conto. Ne terrebbe conto solo in parte. Il fattore 1,5 già oggi

in vigore, tuttavia, costituirebbe in parte una prova di fatto.

Conclusione:

Tutte le varianti sono in linea con le richieste della mozione Studer. Rispetto alla soluzione fondata sulla procedura semplificata, quella della prova di fatto le rispetterebbe tuttavia molto meglio:

permetterebbe infatti di comprimere i costi procedurali e l’onere di tutte le parti coinvolte in misura maggiore e giungerebbe a risultati più trasparenti ed equi. La variante “procedura semplificata”

presenta, da parte sua, quattro aspetti problematici: 1. Rinunciando all’audizione personale è

impossibile verificare se la domanda è stata effettivamente redatta dal richiedente. 2. Limitare la motivazione alla sola dichiarazione scritta ne rende la redazione più difficile: quello che prima poteva venir chiarito durante il colloquio personale, dovrà in futuro esser messo nero su bianco. Ciò

discrimina le persone che non sono abituate a esprimersi per iscritto e non rispetta una delle richieste della mozione Studer, ossia ridurre l’onere rappresentato dalla procedura d’ammissione. Va ricordato che già oggi, sovente, molte delle domande inoltrate adducono motivazioni piuttosto deboli. 3.

Decidere se un richiedente debba essere convocato a un’audizione personale è un atto soggettivo, che non può essere vincolato a criteri veramente trasparenti. 4. Quanto più restrittivi sono i requisiti che l’esposizione scritta deve rispettare, tanto maggiore sarà il numero di audizioni personali e tanto meno sarà possibile risparmiare sui costi. Ciò significa che se l’obbligo di motivare verrà preso sul serio, la semplificazione della procedura consentirà un risparmio solo limitato. In caso contrario non avrebbe luogo, di fatto, alcuna selezione.

3.2.6 Tener conto dell’evoluzione degli effettivi dell’esercito

3.2.6.1 Soluzione „prova di fatto“ sottovariante 1,5 e „procedura semplificata”

La prassi di ammissione applicata finora fa sì che solo al 6% dei richiedenti è rifiutata l’ammissione al servizio civile. Una modifica della procedura che non interviene sulla durata del servizio civile non porterà ad un significativo aumento delle domande. La revisione non dovrebbe pertanto avere

importanti ripercussioni sugli effettivi dell’esercito (per un’esposizione più dettagliata in merito

rimandiamo al cap. E.7) che, al momento, vive ancora gli effetti positivi del passaggio al sistema Esercito XXI. A partire dal 2004, infatti, rispettivamente 20'000 e 28'000 militi non hanno ricevuto nessun ordine di marcia, pur non avendo ancora assolto il loro obbligo di servizio, perché per loro non era previsto nessun impiego.

In Austria, dopo la rinuncia all’esame dei motivi di coscienza il numero dei civilisti è notevolmente aumentato. Nel contempo, tuttavia, la quota delle persone non idonee al servizio militare è rimasta bassa se paragonata alla Germania e anche alla Svizzera. La percentuale delle persone dichiarate non idonee e quella di chi presta servizio civile sono, in Austria, praticamente le stesse che in Svizzera e si situano attorno al 40%. Il Bundesheer riesce a trovare gli effettivi di cui ha bisogno. La soluzione della prova di fatto, introdotta dapprima solo provvisoriamente, ha pertanto potuto essere confermata a titolo definitivo.