Rapporto esplicativo
Consultazione 2009/51: Legge sulla coordinazione tra la procedura d'asilo e la procedura d'estradizione · 15 pagine
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- introduzione di norme procedurali volte a eliminare i deficit nello scambio d'informazioni tra le autorità preposte all'asilo e all'estradizione e accelerare la procedura d'asilo;
- modifiche nella procedura di prima istanza e in quella di ricorso volte a correggere o evitare decisioni d'asilo e d'estradizione contrastanti;
nuova regolamentazione delle competenze delle autorità specializzate e dei due tribunali federali di prima istanza oppure del Tribunale federale - che decide in ultima istanza sulla qualità di rifugiato e sull'estradizione - nella valutazione della persecuzione politica;
- sospensione della procedura d'estradizione finché non è emessa una decisione d'asilo di prima istanza.
Nessuno di questi modelli rappresenta una soluzione ideale, poiché tutti comportano vantaggi e svantaggi. Anzitutto, nessuna delle soluzioni è in grado di coprire tutti i casi che possono verifìcarsi. Questo vale soprattutto quando la procedura d'asilo segue quella d'estradizione e la distanza temporale tra le due procedure è notevole.
Per questioni pratiche, non sarebbe vantaggioso introdurre modelli che prevedono una modifica delle competenze dei due tribunali federali di prima istanza (p. es. corti miste). Inoltre, la legislazione svizzera non prevede i sistemi con corti miste, che presentano il rischio che i giudici che partecipano alle due procedure debbano essere considerati prevenuti dopo il primo procedimento.
Un'unificazione delle procedure d'asilo e d'estradizione a livello dell'autorità specializzata (UFG o UFM) o dell'istanza di ricorso non porta ad alcun reale miglioramento, perché con queste varianti permarrebbero i diversi rimedi giuridici e quindi non sarebbe possibile escludere completamente decisioni d'asilo e d'estradizione contrastanti.
La sospensione della procedura d'estradizione finché non è emessa una decisione d'asilo di prima istanza rappresenterebbe una possibile soluzione per i casi in cui l'appello alla persecuzione politica non appare manifestamente infondato. Tuttavia, gli argomenti principali a sfavore di questo modello sono il fattore temporale e i possibili abusi: la procedura d'estradizione durerebbe di più e la persona interessata dovrebbe rimanere più a lungo detenuta in vista d'estradizione, perché sarebbe necessario aspettare con la decisione d'estradizione e la procedura di ricorso fino all'emissione di una decisione d'asilo passata in giudicato. In questo modo, verrebbe violato l'obbligo di celerilà valido nella procedura d'estradizione (art. Ila AIMP). Nell'attuale prassi la procedura d'estradizione viene eseguita fino alla decisione di ultima istanza del Tribunale federale. Dopo una decisione su ricorso negativa concernente la richiesta d'asilo, la persona perseguita può subito essere estradata. Con una sospensione della procedura d'asilo, questo praticamente non sarebbe possibile, perché al momento della decisione d'asilo di prima istanza non vi sarebbe ancora alcuna decisione d'estradizione passata in giudicato. In questi casi, si potrebbe fare ricorso alla procedura d'asilo con il solo scopo di ritardare la procedura d'estradizione.