Rapporto sui risultati

Consultazione 2011/16: Modificazione del' Ordinanza sulla protezione degli animali (OPAn), del'Ordinanza concernente le formazioni per la detenzione e il trattamento degli animali e del'Ordinanza sulla detenzione di animali da reddito e di animali domestici · 55 pagine

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CT AG ritiene che il termine «posti» debba essere specificato o nelle note esplicative oppure nell’OPAn, dato che non è possibile stabilire un numero di posti se non viene fatta una chiara distinzione tra gli animali che appartengono a una persona e quelli di cui essa si occupa.

Lettera c

SIGS accoglie positivamente la determinazione nella lettera c del numero di animali consegnati. Tre Cantoni e alcune organizzazioni per la protezione degli animali (CT GE, CT JU,

UDCA, PSA, TSV Winterthur, VS, SPA GENEVE, TIR, SPA Fribourg, Tierpension Linth) ritengono che, in generale, i valori limite oltre i quali un’attività è considerata come esercitata «a titolo professionale» siano troppo alti. ZTS chiede una riduzione della cifra fissata per i cani e di aggiungere al numero 5 i pesci commestibili e da ripopolamento. Quest’ultima richiesta è formulata anche da fair-fish, TSVIO, DBT e SVS. SGK ritiene che per quanto riguarda i cani, si dovrebbero togliere le «figliate» per non discriminare gli allevatori di cani di piccola taglia che spesso hanno meno cuccioli. AG chiede di stralciare le «figliate» sia dal numero 1 riguardante i cani, sia dal numero 2 riguardante i gatti. Secondo Vier Pfoten, la vendita di cani e rettili deve essere soggetta ad autorizzazione e il numero di cani, gatti e conigli consegnati deve essere ridotto.

FR propone di eliminare la lettera c o di introdurre soltanto un obbligo di notifica. Secondo AEVM e KtSch un obbligo di notifica è più importante di un obbligo di autorizzazione, dato che gli uffici veterinari non sono comunque in grado di controllare l’adempimento di

quest’ultimo. Inoltre, secondo queste organizzazioni i valori limite proposti sono troppo bassi (soprattutto per quanto riguarda gli uccelli), in quanto molti detentori di animali di piccola taglia ne tengono più di 100 e non possono essere considerati persone che esercitano questa attività a titolo professionale. Exotis ritiene anche che il numero di coppie di uccelli fissato sia troppo basso e che le ara e i cacatua possano essere stralciati in quanto per la detenzione di questi animali vige comunque l’obbligo di autorizzazione.

Secondo Zoo Basel, Knies Kinderzoo, Knie, AEVM e Zooschweiz occorre chiarire che la consegna di discendenti del proprio effettivo da parte di aziende autorizzate ai sensi

dell’articolo 90 non sottostà all’obbligo di autorizzazione.

VZFS reputa questa disposizione illogica e incomprensibile e i concetti di «allevamento»,

«consegna», «commercio», «a titolo professionale» o «a titolo non professionale» utilizzati in modo distorto. Inoltre, ritiene occorra aggiungere «allevati in proprio».

Parecchie organizzazioni (CDR, UDCA, PSA, FiBL, Pfötli, TSV Winterthur, DBT) chiedono l’introduzione di un obbligo di autorizzazione per tutti i venditori di cani in Svizzera, al fine di limitare e migliorare il controllo sul commercio illegale di questi animali.

Lettera d

CT GE propone di menzionare esplicitamente in questa lettera anche le persone che portano cani a passeggio a titolo professionale.

Lettera e

L’obbligo di autorizzazione per le persone che effettuano a titolo professionale la cura degli unghioni dei bovini o degli zoccoli dei cavalli è sostenuto da più parti (CT JU, AGRI, CDR, aspo, UDCA, PSA, FiBL, TSV Winterthur, SSB, DBT, TIR, SVS, Bio Suisse, Vetsuisse Bern), ma anche osteggiato soprattutto dagli ambienti vicini all’agricoltura (CT VD, CJA, FSFM,

PSL, FSAC, LBV, SHV, UDC, BBV, AG, AGORA, ZBV, USDCR, ZBB, CAJB,

BVN/BVO/BVU, BPZV, SKMV, Vacca Madre Svizzera, FECH, SwissBeef, USC, Prom,

CNAV, COSAC). Tra le principali motivazioni addotte dagli oppositori figurano la convinzione che le persone che curano gli unghioni a titolo professionale lavorano già oggi in modo serio ed efficiente, il timore che tale obbligo generi inutili costi supplementari, provochi una caren-

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