Rapporto sui risultati

Consultazione 2011/72: Legge federale sull'adeguamento delle misure collaterli alla libera circolazione delle persone · 14 pagine

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Rapporto del Dipartimento federale dell’economia sui risultati della consultazione relativa alla legge federale

sull’adeguamento delle misure collaterali alla libera circolazione delle persone

Situazione iniziale

L’esperienza maturata negli ultimi sette anni di esecuzione delle misure collaterali alla libera circolazione delle persone ne ha dimostrato l’efficacia nel proteggere i lavoratori svizzeri e stranieri contro l’offerta di salari inferiori a quelli usuali e contro le violazioni delle condizioni lavorative. Sono tuttavia emerse alcune lacune nella legislazione in vigore, evidenziate soprattutto dall’USAM, da alcuni sindacati, singoli Cantoni e numerosi interventi parlamentari.

Con decisione del 6 luglio 2011 il Consiglio federale ha pertanto incaricato il DFE di elaborare disposizioni legali volte a colmare le lacune nella legislazione vigente in materia di misure collaterali.

Il progetto redatto e posto in consultazione il 23 settembre 2011 propone di attuare a livello di legge le misure seguenti:

− provvedimenti per lottare contro il fenomeno della pseudo-indipendenza di prestatori di servizi stranieri;sanzioni per i datori di lavoro che, quando impiegano lavoratori in Svizzera, infrangono le disposizioni sul salario minimo prescritte in un CNL ai sensi dell’articolo 360a CO;sanzioni in caso di violazioni dei CCL di obbligatorietà generale

agevolata ai sensi dell’articolo 1a LOCCL.Punti essenziali del progetto

Le modifiche della LDist e della LOCCL proposte prevedono misure intese a combattere la pseudo-indipendenza dei prestatori di servizi stranieri e a migliorare l’applicazione dei salari minimi comminando sanzioni.

Per combattere la pseudo-indipendenza il progetto di legge propone di introdurre un obbligo di presentare la documentazione richiesta per i prestatori di servizi indipendenti provenienti dall’estero. Chi non osserva quest’obbligo rischia – secondo il progetto – una multa fino a 1000 franchi. In caso di violazione dell’obbligo di fornire informazioni o di rifiuto del controllo incombe il divieto di fornire i propri servizi per un periodo da uno a cinque anni. Il progetto prevede inoltre che le autorità cantonali possano ordinare di interrompere il lavoro nei casi in cui una persona non presenti la documentazione atta a dimostrare l’esercizio di un’attività lucrativa indipendente o sia stata accertata la pseudo-indipendenza di un lavoratore di cui non si conosce però il datore di lavoro. Queste misure facilitano l’attività di controllo degli organi d’esecuzione delle misure collaterali e assicurano la possibilità di combattere efficacemente la pseudo-indipendenza dei prestatori di servizi stranieri.

La modifica della LDist proposta comprende inoltre la possibilità di sanzionare i datori di lavoro che, quando impiegano lavoratori in Svizzera, infrangono le disposizioni sul salario minimo prescritte nei CNL. Secondo il progetto, simili violazioni possono essere sanzionate con una multa amministrativa fino a 5000 franchi. Tali misure riguardano i datori di lavoro svizzeri. Finora infatti, in presenza di violazioni dei salari minimi vincolanti previsti dai CNL, potevano essere sanzionate esclusivamente le aziende con lavoratori distaccati in Svizzera. Con questa misura s’intende colmare una lacuna della legge e rafforzare la misura costituita dai CNL con salari minimi vincolanti. La base legale per tali multe verrà creata nella LDist. Essendo necessario a tal fine estendere il suo campo d’applicazione, occorrerà adeguare anche il titolo della legge.

La modifica della LOCCL proposta comporterà la possibilità di dichiarare più facilmente di obbligatorietà generale le pene convenzionali, le spese di controllo e i contributi alle spese di esecuzione previsti nel CCL. Di conseguenza, le violazioni ai CCL dichiarati di obbligatorietà generale mediante procedura agevolata dovranno essere sanzionate dalle commissioni paritetiche competenti. Questa misura riguarda i datori di lavoro sia svizzeri sia stranieri.

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