Rapporto esplicativo
Consultazione 2012/129: Modifica della legge sull'ingegneria genetica (integrazione dei risultati del PNR 59 e regioni senza OGM) e ordinanza sulla coesistenza. · 45 pagine
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sospensione come pure l’attribuzione delle competenze e delle responsabilità sono elementi che condizionano la qualità delle designazioni e, di riflesso, sono garantite per legge.
Il modello top-down
Allineandosi alla posizione di alcuni Cantoni in merito alla coltivazione di OGM (cfr. cap. 1.2.2.1), il modello top-down delega per legge ai Cantoni la competenza decisionale di istituire su loro iniziativa «regioni senza OGM», ossia superfici in cui l’uso di OGM è vietato nella produzione agricola.
Il modello offre ai Cantoni questa possibilità allo scopo, in particolare, di tutelare l’agricoltura su piccola scala (proporzionalità) come pure di proteggere o promuovere le superfici con un elevato valore naturalistico di una determinata regione. I Cantoni possono far capo a questa possibilità ad esempio per raggruppare biotopi o paesaggi particolarmente sensibili (art. 8 OEDA) in una superficie unica e continua in cui la produzione agricola con OGM è vietata. Ciò permette loro di rispettare determinate pratiche, ad esempio l’apicoltura che vuole produrre miele senza tracce di polline OGM. Secondo questo modello, spetta al Cantone identificare e ponderare gli interessi pro e contro una produzione agricola con OGM, coinvolgere le cerchie interessate e scegliere lo strumento e il processo per l’istituzione di regioni senza OGM.
Il modello intermedio
Questo modello intermedio prevede che il Cantone possa designare una «regione senza OGM», se la maggioranza degli agricoltori (80%) di una regione sono interessati a una produzione senza OGM allo scopo in particolare di proteggere l’agricoltura su piccola scala. Questa variante è stata elaborata per sostenere l’iniziativa di quegli agricoltori che faticano a ottenere l’adesione di tutti i loro vicini. Da qui l’importanza di affidare all’autorità cantonale la competenza decisionale. Oltre a questa competenza, l’autorità ha un ruolo di arbitro. Deve sentire gli attori e le cerchie interessate. Deve tenere conto, da un canto, degli interessi degli agricoltori che si oppongono all’impiego degli OGM poiché considerano sproporzionata la realizzazione delle misure di coesistenza e, dall’altro, degli interessi degli altri agricoltori che possono prendere in considerazione misure compensatorie (ad es. scambio di parcelle al di fuori della «regione senza OGM»). Il Cantone sceglie lo strumento e il processo di designazione. In ogni caso, deve verificare che l’eventuale coltivazione di OGM possa ancora beneficiare di una superficie agricola sufficiente.
Il modello bottom-up
Per offrire agli attori la possibilità di profilarsi come agricoltori-produttori di una «regione senza OGM» e permettere loro di trarre indirettamente un beneficio sul mercato o in termini di immagine, viene proposto un modello di rinuncia volontaria all’impiego di OGM in agricoltura.
Il modello prevede che una superficie continua, sulla quale gli agricoltori dichiarano spontaneamente di rinunciare all’impiego di OGM, possa ricevere la denominazione di «regione senza OGM». Nel caso specifico, tutti gli agricoltori che coltivano questa superficie (100%) devono impegnarsi a produrre senza OGM. Attraverso un organo responsabile, possono depositare una domanda presso le autorità cantonali, che decidono circa la sua conformità e riconoscono alla regione la qualifica di «regione senza OGM».