Rapporto esplicativo
Consultazione 2012/129: Modifica della legge sull'ingegneria genetica (integrazione dei risultati del PNR 59 e regioni senza OGM) e ordinanza sulla coesistenza. · 45 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 25Fedlex · Rapporto esplicativo
pimento nella direttiva è sospeso a causa delle forti divergenze di opinione in seno all’Unione europea58.
La Spagna (97 000 ettari nel 2011) e il Portogallo (7700 ettari nel 2011) possono vantare una certa esperienza in materia di coesistenza tra colture di mais convenzionali e OGM (varietà MON810) sulla base del diritto europeo vigente (Spagna) e le normative nazionali specifiche (Portogallo).
Situazione nei principali Paesi produttori di OGM
Negli Stati Uniti e in Canada, la coltivazione di OGM e i prodotti derivanti da OGM soggiacciono alle stesse disposizioni dei prodotti ottenuti con metodi classici o convenzionali in virtù del principio di equivalenza. La questione della coesistenza è tuttavia recentemente tornata di attualità poiché negli ultimi anni il forte avanzamento delle superfici coltivate con OGM si contrappone a una crescente domanda da parte dei consumatori di prodotti alimentari biologici o elaborati senza biotecnologie o, più semplicemente, di prodotti che veicolano l’immagine di un’agricoltura vicina alla natura. La recente controversia sull’autorizzazione per la coltivazione di erba medica OGM ha rinforzato il bisogno di trasparenza e tracciabilità ma attualmente nessuno dei due Paesi ha adottato una legislazione sulla coesistenza o l’obbligo di etichettatura per i prodotti OGM. Va ricordato che il Canada e gli Stati Uniti impongono l’etichettatura di un prodotto (OGM o non OGM) se presenta un rischio per la salute derivante dalla presenza di sostanze allergeniche o a un cambiamento importante nella composizione dell’alimento.
Altri Paesi
Attualmente una quarantina di Paesi, tra cui Arabia Saudita, Australia, Cina, Corea del Sud, Giappone, Nuova Zelanda, Norvegia, Russia, tutti gli Stati membri dell’UE e Taiwan, contemplano una regolamentazione che prevede la dichiarazione della presenza di OGM. Altri (Brasile, India, Indonesia, Israele, Malesia, Singapore e Thailandia) sono in procinto di adottare normative analoghe con gradi diversi di obbligatorietà della dichiarazione a seconda della natura degli OGM, della soglia di tolleranza e del tipo di prodotto. Nessun Paese al di fuori dell’UE ha introdotto disposizioni sulla coesistenza propriamente detta. Nei principali Paesi esportatori di prodotti OGM e di prodotti convenzionali (Argentina, Brasile, Canada), sono gli stessi coltivatori ad attuare le misure necessarie per evitare le mescolanze al di sopra di un valore soglia convenuto contrattualmente. Ciò causa maggiori costi per la coltivazione dei prodotti agricoli convenzionali, ma occorre rilevare che in questi Paesi la scala di produzione è nettamente superiore, riducendo di fatto al minimo le interazioni con le superfici vicine: un’azienda agricola in Argentina conta 2000 ettari.
Le regioni senza OGM
Nell’UE le regioni senza OGM su base volontaria esistono già dal 2003, anno in cui dieci autorità regionali europee hanno firmato una dichiarazione congiunta allo scopo di salvaguardare la produzione locale o regionale che ritenevano minacciata dall’introduzione degli OGM. L’azione di questa rete si fonda sui principi riassunti nel febbraio 2005 nella Carta di Firenze59.
58 Agra Facts numero 45 12, pubblicato l’8 giugno 2012
59 Carta di Firenze: http://www.gmofree-euregions.net:8080/docs/ajax/ogm/Flyer%20IT.pdf