Rapporto esplicativo
Consultazione 2013/30: Ordinanza sulle armi (OArm) · 15 pagine
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Rapporto esplicativo – Revisione parziale dell’ordinanza sulle armi (elenco dei Paesi ed estratto del casellario giudiziale)
di un atto vendicativo per l’uccisione di due giovani albanesi da parte di un poliziotto slavomacedone qualche settimana prima. La vita quotidiana in Bosnia e Erzegovina sembra ancora essere fortemente marcata dalla guerra degli anni ’90. L’astio tra i gruppi etnici e confessionali offre ancora terreno fertile per tensioni etniche. I conflitti si verificano soprattutto in occasione di ricorrenze di determinati eventi di guerra.
La situazione in Albania va considerata nel contesto dei conflitti etnici in Kosovo, Serbia e Macedonia. Alcuni esponenti dell’establishment politico e criminale albanese hanno strette relazioni con strutture statali e criminali in altri Paesi dell’Europa sudorientale. Inoltre, la situazione politica in Albania può essere definita piuttosto instabile. Per esempio, nel gennaio 2011, durante una manifestazione politica a Tirana, quattro persone sono morte in seguito a violenza armata perpetrata dalla polizia albanese.
Attualmente sarebbe prematuro cancellare dall’elenco Serbia, Bosnia e Erzegovina, Kosovo, Macedonia e Albania. Occorre inoltre considerare che in Svizzera vivono numerosi cittadini di questi Stati. Secondo la statistica degli stranieri dell’UFM del dicembre 2012, la Serbia (con 94 851 cittadini), il Kosovo (con 79 437 cittadini) e la Macedonia (con 61 631 cittadini) rientrano tra i 10 Paesi con la diaspora più numerosa in Svizzera.17 Nel nostro Paese vivono anche molti cittadini della Bosnia e Erzegovina (a fine dicembre 2012 erano 32 912) e 1132 cittadini albanesi.18
Certamente oggi l’Algeria non può più essere definita una vera e propria zona di guerra civile, ma la sicurezza è cronicamente instabile ed esiste il rischio di attentati terroristici. Inoltre, a fine dicembre 2012, la comunità della diaspora raggiungeva il numero non trascurabile di 4130 persone.19 Per tali ragioni, l’Algeria deve rimanere nell’elenco dei Paesi.
2.3.5 Nessun inserimento di ulteriori Paesi
Si è deciso di non introdurre ulteriori Paesi nell’elenco. In realtà anche Paesi del Nord Africa, oltre a Stati quali Iraq, Somalia, Siria o Afghanistan, vanno definiti zone di crisi o di conflitto. Anche in Eritrea probabilmente esistono tensioni di lunga data tra forze fedeli e avverse al regime.
Attualmente, tuttavia, non vi sono indizi di conflitti armati in Svizzera che giustificherebbero un’iscrizione dei Paesi nell’elenco, ma esiste comunque un certo pericolo di scontri etnici negli
17 Cfr. http://www.bfm.admin.ch/content/dam/data/migration/statistik/auslaenderstatistik/2012/ auslaenderstatistik-2012-12-i.pdf (in francese e in tedesco)
18 http://www.bfm.admin.ch/content/dam/data/migration/statistik/auslaenderstatistik/aktuelle/auslnach-staat/ts8-bevoelkerung-staat-2012-12-i.pdf
19 Ufficio federale della migrazione (UFM), Servizio di statistica degli stranieri