Rapporto sui risultati

Consultazione 2013/69: Modifica delle basi legali per l'ulteriore sviluppo dell'esercito · 82 pagine

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Il PS respinge il fatto che coloro che prestano servizio militare eseguano lavori forzati, a spese dell’indennità per perdita di guadagno, a favore di organi della Rete integrata Svizzera per la sicurezza (RSS). Se i Cantoni o altre autorità della RSS hanno bisogno di personale supplementare, devono reclutarlo sul mercato del lavoro e rimunerarlo in via ordinaria. Il PS chiede perciò il seguente adeguamento: «4 I servizi di cui al capoverso 1 e 3 non vengono rimunerati né computati. L’ufficio responsabile della convocazione assume i costi in conformità con le proprie basi giuridiche in materia di diritto del personale.»

ASNI, GG e PM chiedono di sostituire il passaggio «…per creare le condizioni atte a consentire …» con «… affinché l’esercito …».

Art. 62

L’ASPM chiede che le attività fuori del servizio dei militari vengano computate quali giorni di servizio e che quindi l’articolo 62 venga integrato con il seguente capoverso: «Le attività fuori del servizio sono computabili sul totale obbligatorio di giorni di servizio d’istruzione, purché siano state autorizzate dal DDPS». In questo modo verrebbe realizzata un’uguaglianza per quanto riguarda tutte le attività fuori del servizio, se ne promuoverebbe l’attrattiva e si rafforzerebbe l’idea di milizia. Inoltre, verrebbe migliorata la presenza dell’esercito nella popolazione e i militari entrerebbero in servizio meglio istruiti, informati e motivati.

Art. 65c

Diciassette Cantoni (BE, LU, UR, SZ, NW, GL, ZG, SO, BS, SH, AR, SG, GR, TG, TI, VS, GE) e la CG MPP partono esplicitamente o implicitamente dal presupposto che sono intesi soltanto impiegati dell’amministrazione militare della Confederazione e chiedono di precisarlo di conseguenza.

GE nota inoltre l’assenza di un disciplinamento della questione della misura in cui il personale interessato possa beneficiare, prima di ritornare al servizio normale, di un periodo di riposo quale compensazione.

Il PS respinge la possibilità di militarizzare impiegati dell’amministrazione militare per determinati impieghi. Simili impieghi vanno disciplinati nell’ambito del diritto del lavoro in vigore. L’articolo va perciò stralciato.

La SUVA è esplicitamente d’accordo riguardo alla copertura da parte dell’assicurazione militare risultante da questo articolo.

Art. 67

BE accoglie favorevolmente in modo esplicito il disciplinamento del servizio d’appoggio, rinviando però anche alle osservazioni fondamentali in proposito.

BE propone di definire il termine di «situazione straordinaria» nel messaggio e di sancire che si intendono in particolare anche catastrofi e situazioni d’emergenza (cfr. anche l’osservazione sull’articolo 1).

Per quattordici Cantoni (UR, SZ, NW, GL, ZG, SO, BS, SH, AR, SG, GR, TG, TI, VS) il capoverso 1 lettera b è formulato in modo troppo restrittivo e va adeguato come segue: «nel quadro della protezione di persone e di oggetti degni di particolare protezione, in particolare di infrastrutture critiche».

AR critica che, da un lato, il servizio d’appoggio a favore di autorità civili debba essere prestato anche in situazioni in cui «la sicurezza interna non è gravemente minacciata» e, dall’altro, venga lasciato cadere anche il requisito della sussidiarietà per l’appoggio a favore di autorità civili. Con i nuovi criteri richiesti, che rappresentano concetti giuridici indeterminati, si spalancano le porte a simili impieghi.

Il PS chiede di mantenere l’attuale articolo 67. Il PS respinge la prevista sovrapposizione tra servizio d’ordine e servizio d’appoggio, che può essere ordinato secondo una procedura semplificata. Le autorità civili – dunque, di regola, i Cantoni – non devono poter convocare in