Rapporto sui risultati
Consultazione 2013/74: 10.467 Iv.pa. Prevenire l'indebitamento vietando la pubblicità dei piccoli crediti · 19 pagine
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to (ZG) o per lo meno si potrebbe ipotizzarlo (SZ). Vi sono dubbi anche sulla sua efficacia (SZ).
Nel dettaglio si osserva che, così come proposto, l’obbligo di notifica è estremamente problematico. Sarebbe possibile notificare soltanto i consumatori che sono stati dichiarati colpevoli di reato mediante sentenza, che si tratti di frode, falsità in documenti o falsità in certificati (DETTES). Un simile obbligo di notifica dovrebbe seguire una procedura chiara che rispetti i principi costituzionali. Con l’obbligo di notifica proposto si viola tutta una serie di principi costituzionali, quali la presunzione d’innocenza, il principio d’indipendenza e il diritto di essere sentiti (Caritas, DETTES). La notifica rappresenta un’ingerenza nella personalità che deve essere proporzionata e nell’interesse pubblico. In questo caso tali condizioni non sono adempiute (acsi, EKK). Inoltre, la notifica dovrebbe essere annunciata soltanto alla IKO e non alla ZEK e i collegamenti tra queste due banche dati dovrebbero essere disciplinati meglio (Caritas, DETTES). Quale istituzione privata il creditore non ha la competenza di decidere riguardo a una notifica, questo compito spetta al giudice (I Verdi; economiesuisse, SwissBanking). In caso contrario l’istituto di credito si troverebbe nell’invidiabile posizione di giudice e parte allo stesso tempo (Caritas, DETTES, FRC, SKS). L’attuazione della disposizione non è realistica: spetta unicamente agli istituti di credito decidere quando deve avvenire una notifica. Per contro la procedura di annullamento della notifica è difficoltosa e la protezione dei consumatori non è garantita. La disposizione mette in pericolo l’obiettivo, perseguito con la LCC, di migliorare la protezione dei consumatori (acsi, EKK).
Si rileva inoltre che la disposizione contiene numerose incongruenze e problemi (acsi, economiesuisse, EKK, SLV, Kartac), causa infruttuosi litigi giuridici (Kartac) e comporta conseguenze sproporzionate (economiesuisse, SLV). I presupposti non sono chiari, in particolare non è chiaro che cosa si intenda per indicazioni errate o come deve essere fornita la prova dell’intenzionalità (acsi, EKK, SLV), che a volte è difficile da fornire. Vi è il rischio che la disposizione rimanga lettera morta (BS). Non è specificato se la semplice omissione di informazioni è parimenti considerata quale indicazione errata (DETTES). Non è chiaro che cosa si intenda per indicazione errata nel caso di crediti sotto forma di anticipo. La distinzione rispetto all’articolo 27 è poco chiara (LU).
Quale sarebbe la prassi da seguire nel caso in cui una persona con una buona situazione finanziaria non volesse indicare il suo reddito esatto, ma potesse permettersi tranquillamente di accendere un credito (acsi, EKK)? Si tratta inoltre di un affare di massa e per il collaboratore incaricato dell’accettazione sarebbe semplicemente impossibile ricercare le intenzioni interiori dei clienti. In caso di violazioni gravi subentrerebbero anche fattispecie penali (economiesuisse). Inoltre, non ci si potrebbe limitare a fare la notifica all’IKO, ma sarebbe comunque necessario sporgere denuncia (UCS). Gli istituti di credito assumerebbero il ruolo di poliziotto. Sorgerebbero inoltre problemi qualora un consumatore asserisca di essere stato notificato ingiustamente e occorra stabilire chi debba decidere (USAM, VSKF).
Va inoltre rilevato che spesso gli intermediari di credito sono coinvolti nella falsificazione dei dati (I Verdi; Caritas, DETTES) e in realtà dovrebbero quindi essere indicati in una simile banca dati (DETTES). Anche le conseguenze dell’obbligo di iscrizione sarebbero catastrofiche soprattutto per i consumatori. La notifica richiede un esame più accurato che genera oneri e costi supplementari e potrebbe quindi contribuire a fare sì che la capacità creditizia sia negata in partenza. L’IKO dovrebbe controllare a posteriori le notifiche generando ulteriori oneri. Anche le conseguenze giuridiche sono assolutamente inaccettabili poiché, se in un simile caso il creditore non può più fare affidamento sulle indicazioni del consumatore, non è specificato che cosa si deve fare di preciso. Non è altresì chiaro quali sono le conseguenze giuridiche di una mancata notifica di dati errati nel caso in cui la domanda di credito venga respinta. La sanzione prevista dall’articolo 32 non è assolutamente idonea (SLV).