Rapporto sui risultati

Consultazione 2013/74: 10.467 Iv.pa. Prevenire l'indebitamento vietando la pubblicità dei piccoli crediti · 19 pagine

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vi è un unico offerente che concede crediti di oltre 80 000 franchi, la BANK-now, che spesso offre un simile credito in casi in cui i consumatori non potrebbero permettersi nemmeno crediti inferiori. Questo fatto può portare spesso a gravi situazioni di indebitamento eccessivo. L’importo medio delle eccedenze di debiti di persone che hanno consultato il servizio di consulenza in materia di debiti si aggira attorno ai 65 000 franchi. Il limite massimo di 80 000 franchi non ha quindi alcun senso e deve essere soppresso; l’articolo 7 capoverso 1 lettera e LCC deve quindi limitarsi a definire soltanto il limite inferiore (DETTES, Caritas);

− è opportuno esaminare se per i crediti al consumo occorra introdurre una quarta clas-

se nell’ordine dei creditori (cfr. art. 219 LEF). Sarebbe in tal modo possibile incoraggiare gli istituti di credito a svolgere un migliore esame della capacità creditizia senza generare oneri amministrativi supplementari o senza dovere introdurre una nuova disposizione nella LCC. I crediti al consumo sono stati classificati ad alto rischio sia dal legislatore sia dal settore, il tasso d’interesse massimo del 15 per cento lo dimostra. Tali crediti sono destinati a finanziare beni di consumo di cui il consumatore non ha imperativamente bisogno e che in fondo non potrebbe assolutamente permettersi. È quindi opportuno considerare se sia opportuno che nell’ambito di una procedura d’esecuzione forzata tali crediti siano classificati nello stesso ordine di altri crediti, per esempio quelli di diritto pubblico (imposte, emolumenti o multe) o quelli di artigiani o imprenditori concernenti fatture non pagate (GE);

− un mezzo efficace per lottare contro l’indebitamento sarebbe di abbassare al 10 per

cento il tasso d’interesse massimo (PEV);

− anche il carente coordinamento tra le varie forme di credito (crediti in contanti,

leasing, carte di credito e carte-cliente) è un fattore che può portare all’indebitamento eccessivo. Di norma, l’esame della capacità creditizia dovrebbe tener conto dei crediti notificati all’IKO. L’obbligo di notifica per le carte di credito e le carte-cliente è tuttavia sottoposto a un disciplinamento speciale e viene svolto soltanto a determinate condizioni. In tal modo i consumatori possono assumere l’impegno di un importo di credito che in realtà non potrebbero nemmeno accendere. L’obbligo di notifica previsto dall’articolo 27 LCC deve pertanto essere assolutamente migliorato e ogni contratto concernente una carta di credito o una carta-cliente deve essere notificato già al momento della conclusione del contratto stesso (Caritas, DETTES). Al riguardo si sottolinea invece che soltanto il 2–3 per cento dei titolari di carte utilizzi attivamente

l’opzione di credito e sarebbe ragionevole prevedere norme speciali nell’ambito della LCC per le carte di credito e le carte-cliente (Kartac);

− il rischio processuale a livello finanziario è generalmente molto elevato per un con-

sumatore. Si potrebbe ipotizzare l’introduzione di una commissione paritetica come nel diritto in materia di locazione o nel diritto sul lavoro, con accesso gratuito. Un’altra possibilità sarebbe un proprio tribunale in materia di consumi con la possibilità di un procedimento di primo grado gratuito (DETTES);

− visto che secondo l’Ufficio federale di statistica sono soprattutto i giovani adulti con un

basso livello di istruzione e di origini migratorie a essere maggiormente colpiti dal problema dell’indebitamento, occorre lanciare una campagna di prevenzione a favore di questo gruppo di destinatari. Il presente progetto preliminare da solo non è assolutamente sufficiente (TS);

− alcuni partecipanti deplorano il fatto che i provvedimenti cantonali esistenti non siano

stati analizzati meglio (acsi, EKK);

− nell’ambito dell’esame della capacità creditizia, gli istituti di credito dovrebbero essere

tenuti a esigere dai consumatori determinate informazioni secondo criteri standard. In mancanza di tali informazioni, il consumatore non può assolutamente essere reso responsabile in caso d’insolvenza (FRC, SKS);