Rapporto sui risultati
Consultazione 2013/74: 10.467 Iv.pa. Prevenire l'indebitamento vietando la pubblicità dei piccoli crediti · 19 pagine
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5.5 Art. 32 Sanzioni
La modifica è approvata da diversi partecipanti (AG, AI, OW, SG, TG; acsi, Caritas, DET-TES, EKK, FRC, SGB, SKS). A titolo di complemento sono presentate le seguenti proposte:
− si distingue tra violazioni lievi e gravi. La violazione «normale» della legge, che non è né lieve né grave, non è contemplata dalla norma vigente. Per questo motivo è opportuno introdurre un’ulteriore fattispecie con cui si assicura che le violazioni «normali» della legge non hanno le stesse conseguenze giuridiche di quelle lievi (BE). Si rileva inoltre che non è sensato distinguere tra violazioni lievi o gravi. Dovrebbero in genere realizzarsi le conseguenze giuridiche del capoverso 1 (EKKJ, SGB).
È il caso di valutare la necessità di introdurre una nuova sanzione che si situi tra le due già previste. Il tenore della disposizione potrebbe il seguente:
Il creditore che violi le disposizioni degli articoli 25, 26 o 27 perde gli interessi e le spese (cpv. 1).
Il creditore che violi le disposizioni degli articoli 28, 29, 30 o 31 perde, in casi lievi, gli interessi e le spese. Se invece le viola in modo grave, perde anche una parte del credito concesso. In caso di violazione particolarmente grave, il creditore perde l’importo del credito concesso, compresi gli interessi e le spese. Il consumatore può esigere la restituzione delle prestazioni già fornite, secondo le norme sull’indebito arricchimento (cpv. 2; DETTES);
− se previsto, l’obbligo di notifica deve essere introdotto nell’articolo 32 (Caritas);
− la restituzione secondo le norme sull’indebito arricchimento non è sensata e occorre introdurre nella LCC una propria procedura di restituzione (EKKJ, SGB).
Altri partecipanti respingono chiaramente la modifica (economiesuisse, USAM, SLV, SwissBanking, VSKF, Kartac). L’estensione alle violazioni delle disposizioni dell’articolo 31 LCC appare problematica. Le definizioni «manifestamente inesatte», «dubbio» e «pertinenti documenti ufficiali o privati» hanno un significato ampio e rischiano di creare insicurezze
nell’applicazione. Le sanzioni gravi come quelle previste nell’articolo 32 LCC non devono essere pronunciate sulla base di una formulazione di questo genere (Kartac, USAM, VSKF). Riguardo a questa disposizione, l’incertezza giuridica è comunque grande e sarebbe irresponsabile estenderla ulteriormente e in particolare a fattispecie indeterminate (SLV). Inoltre, un consumatore può fornire intenzionalmente dati errati e in seguito argomentare che il creditore avrebbe dovuto constatarlo. In tal modo potrebbe essere esentato dal pagare gli interessi o persino dal restituire il capitale, generando una situazione estremamente problematica (Kartac).
5.6 Art. 36a Pubblicità aggressiva
5.6.1 In generale
Molti partecipanti si sono espressi sul problema generale della limitazione della pubblicità e sull’autoregolamentazione (cfr. n. 4.3) e non fanno osservazioni supplementari sulla disposizione proposta. Le proposte di chi invece si è esplicitamente espresso sulla disposizione di legge sono le seguenti:
− i capoversi 1–3 proposti dalla maggioranza sono sostenuti espressamente (TG, ZG; Kartac, SLV, SRF, SwissBanking, VSKF);
− vari partecipanti propongono una nuova formulazione della disposizione. Taluni propongono il seguente tenore: «Non è permesso fare pubblicità in modo aggressivo per i crediti al consumo. Per pubblicità aggressiva si intende in particolare la pubblicità che si rivolge agli adolescenti e ai giovani adulti o che, con espressioni come credito immediato o credito veloce, alludono a una concessione di credito senza condizioni». (BE). Altri chiedono una completa riformulazione orientata alle disposizioni concer-