Rapporto sui risultati
Consultazione 2013/74: 10.467 Iv.pa. Prevenire l'indebitamento vietando la pubblicità dei piccoli crediti · 19 pagine
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Suisse, VSKF). Non vi sono indicazioni da cui sia possibile desumere che mediante il divieto di fare pubblicità si possa porre un freno al rischio di un eccessivo indebitamento degli adolescenti e dei giovani adulti. Anche i dati statistici non evidenziano un nesso causale tra indebitamento, in particolare quello dei giovani adulti, e la pubblicità dei crediti al consumo (economiesuisse). Pur essendo consapevoli del problema dell’indebitamento, non è auspicabile irrigidire ulteriormente la protezione dei consumatori da parte dello Stato (CP).
Per contro, diversi partecipanti alla consultazione hanno approvato espressamente la necessità di intervenire nel settore dell’indebitamento eccessivo legato ai crediti al consumo (AG, BE, BS, NE, NW, SO, SZ, VD, ZG; PS, PEV; acsi, EKK, SIC). È un’esigenza contrastare soprattutto l’indebitamento giovanile (PPD). Lo dimostra l’evoluzione in atto, da prendere sul serio (LU, NE). In relazione all’indebitamento delle persone private ne derivano costi elevati per gli enti pubblici e perdite di introiti nell’ambito delle imposte, dell’assistenza sociale e dell’assicurazione malattie (NE, SZ, TI). Le misure per lottare contro l’indebitamento eccessivo sono quindi assolutamente necessarie (SZ), in particolare per quanto concerne i giovani adulti (UCS, Losanna). Qualsiasi irrigidimento della LCC teso a impedire l’eccessivo indebitamento è benvenuto (BL). Spesso il periodo dell’integrazione nella vita professionale e del primo stipendio appare problematico. Sarebbe ragionevole stabilire direttive in questo ambito (SIC). In circa la metà dei casi in cui sono interpellati i servizi di consulenza in materia di debiti, la concessione di crediti al consumo ha un ruolo importante ed è incontestabile il fatto che i crediti al consumo siano corresponsabili di molti indebitamenti eccessivi (Caritas, DET-TES, FRC, SKS). Occorrono pertanto regole chiare a protezione dei consumatori, facili da applicare e controllate da un servizio indipendente (Caritas, DETTES). La pubblicità a favore dei crediti al consumo non è l’unico fattore che scatena il problema dell’indebitamento. Si costata tuttavia che l’attuale pubblicità in materia di crediti al consumo riproduce spesso una realtà distorta e non soddisfa i requisiti posti dalla legge federale contro la concorrenza sleale (LCSI)2 (FRC, SKS).
4.2 Critiche generali e motivi del rigetto del progetto preliminare
Sebbene vari partecipanti abbiano approvato esplicitamente l’orientamento del progetto (GL, LU, NW, SG, SH, TI, VD, ZH; I Verdi; economiesuisse, Kartac, SwissBanking) e ritengano ragionevoli le misure tese a contenere il rischio di un indebitamento eccessivo degli adolescenti e dei giovani adulti (AG, BS, SO, SZ, NW, ZG), si è anche rilevato che le norme proposte non sembrano in grado di imporsi e non sono quindi convincenti (TG) o semplicemente non sembrano sufficienti (Caritas). Il progetto non è conforme al senso e allo scopo
dell’iniziativa parlamentare 10.467 Aubert (UCS, Losanna). È espresso un certo scetticismo poiché il progetto non ha niente a che vedere con quanto adottato originariamente da entrambe le Camere federali. Ciononostante vi sono idee, in particolare tra le proposte di minoranza, che indicano la giusta direzione (FRC, SKS). Le modifiche proposte dalla CET-N sono ritenute generalmente poco incisive, in particolare tenendo conto del fatto che la pubblicità praticata può nuocere agli sforzi di prevenzione dell’indebitamento (NE).
Due partiti respingono l’intero progetto preliminare poiché un divieto di pubblicità non è conforme alla libertà economica ed è sproporzionato. Si sostiene, in linea di principio,
un’autoregolamentazione del settore è. Quest'ultimo ha dimostrato la sua buona volontà e qualsiasi norma rappresenta un inutile onere burocratico (PLR). Un divieto della pubblicità aggressiva è un’ingerenza statale sproporzionata nella libertà economica (UDC). Il progetto è inoltre respinto poiché non è evidenziato in che misura la pubblicità aggressiva è all’origine dell’indebitamento eccessivo dei consumatori, in particolare dei giovani adulti. È evidente che occorre lottare contro l’indebitamento eccessivo. Sarebbe tuttavia più sensato prendere
2 Legge federale del 19 dicembre 1986 contro la concorrenza sleale, RS 241.