Rapporto sui risultati
Consultazione 2013/74: 10.467 Iv.pa. Prevenire l'indebitamento vietando la pubblicità dei piccoli crediti · 19 pagine
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Numerosi partecipanti hanno tuttavia sollevato obiezioni (AG, FR, GE, SG; PS; DETTES,
FRC, Lausanne, SKS, TS). Non è possibile affidare all’autoregolamentazione la soluzione di un fenomeno molto esteso che è all’origine dell’eccessivo indebitamento dei giovani (GE). Da un’autoregolamentazione del settore non ci si può attendere un effetto efficace. Già nel 2007 era stata chiesta una simile autoregolamentazione, ma senza successo. Vista la mancanza di volontà di chi concede i crediti, occorre mettere in conto un fallimento sistematico del principio dell’autoregolamentazione (EKKJ). Vi è da temere che la proposta autoregolamentazione sia giudicata fallimentare. Esperienze comparabili, fatte per esempio nel settore della pubblicità del tabacco, lo confermano (NE). Anche l’autoregolamentazione nel settore della pubblicità del tabacco e delle bevande alcoliche sembra proprio fallita (Caritas, DET-TES). La proposta è definita scioccante. Considerando che gli istituti di credito e gli intermediari di credito già oggi non si assumono la loro responsabilità secondo la LCC, si deve supporre chiaramente che anche un’autoregolazione non avrebbe l’effetto sperato di lottare contro l’indebitamento eccessivo. Questa situazione è un dato di fatto, tanto più che il progetto preliminare non prevede né condizioni concrete né un controllo del contenuto
dell’autoregolamentazione. Inoltre, il contenuto di quella esistente non è stato reso noto (DETTES) ed è deplorevole che il progetto già esistente della convenzione non sia stato allegato alla documentazione posta in consultazione (acsi, EKK). È quindi difficile esprimersi in merito (FRC, SKS). Al settore manca la necessaria indipendenza (BS). Il problema della soluzione proposta risiede nel fatto che si tratta di una dichiarazione unilaterale del settore, di un’autolimitazione degli attori medesimi. Una convenzione presuppone inoltre almeno due gruppi con opinioni differenti. Se contrariamente a tutte le osservazioni ci si atterrà
all’autoregolamentazione, sarà necessario coinvolgere un’altra parte che potrebbe esaminare le esigenze minime e che avrebbe il diritto di veto. Si potrebbe pensare alla SECO, alla FINMA o alla CFC (acsi, CFC). La Convenzione dovrebbe inoltre potere essere adeguata ai bisogni attuali e rinegoziata, per esempio ogni due anni (acsi, CFC). L’autoregolamentazione dovrebbe avere un’obbligatorietà rafforzata e vincolare anche chi non la sottoscrive. Soltanto così è possibile impedire le distorsioni della concorrenza e preservare il principio delle «pari condizioni» (GR).
4.3.3 Pubblicità aggressiva e sanzioni – Definizione nella legge o autoregolamentazione?
Vari partecipanti sono contrari al fatto di affidare al settore la definizione della pubblicità aggressiva e l’attuazione delle sanzioni e chiedono che questi due punti siano disciplinati nella legge (AI, BL, BS, SG, SH, SZ, TI; acsi, Caritas, CFC, FRC, Lausanne, SKS, UCS, TS),
tutt’al più dopo aver consultato il settore (SIC). Non è assolutamente chiaro come debba essere definita la pubblicità aggressiva e in che modo il Consiglio federale intende garantire che una corrispondente convenzione di settore sia anche rispettata (PS). Se la pubblicità aggressiva viene definita unicamente in una convenzione privata, i fondamenti costituzionali non sono rispettati (acsi, CFC). Se ci si attiene all’autoregolamentazione, occorre adottare un disciplinamento esaustivo che ponga un freno ai tentativi di elusione nonostante, di massima, si sostenga l’autoregolamentazione del settore (BE). Se il settore definisce la pubblicità aggressiva nell’autoregolamentazione e inoltre la disciplina, sarebbe nel contempo giudice e parte. Per questo motivo, è necessario un disciplinamento da parte dell’autorità (TS, Lausanne).
È stato rilevato che nel caso presente non deve essere utilizzata una definizione giuridica generale (pubblicità aggressiva), ma deve essere fatta un’enumerazione dei crediti statisticamente considerati particolarmente pericolosi (BS). Perlomeno i principali elementi della convenzione relativi alla definizione della pubblicità aggressiva devono essere ripresi nella legge. Soltanto così si può impedire che in futuro la convenzione venga annacquata (BE). Si potrebbe prendere quale esempio il settore della pubblicità del tabacco e delle bevande alcoliche (I Verdi; FRC, SKS). Seguire l’approccio della legislazione in questo settore avrebbe