Rapporto esplicativo

Consultazione 2014/130: Modifica della legge federale sulla esecuzione e sul fallimento (LEF; Impedire gli abusi) · 16 pagine

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Modifica della legge federale sull’esecuzione e sul fallimento (Fallimenti. Impedire gli abusi), Rapporto esplicativo

Riferimento/incarto: COO.2180.109.7.150250 / 2015/00005

sono sempre affidabili, in quanto non utilizzano identificatori uniformi. Sono possibili confusioni e alcuni debitori approfittano di ortografie diverse per non essere identificati.

L’Unione sindacale svizzera (USS) e UNIA pongono l’accento sulle pesanti conseguenze dei casi di abuso per i lavoratori. Da un lato, ritengono che spesso la dichiarazione tardiva di fallimento comporti la perdita dell’indennità concessa dall’assicurazione contro l’insolvenza. Dall’altro, rimproverano a quest'ultima di valutare con criteri troppo severi l’obbligo per il lavoratore di ridurre il danno, in particolare esercitando i suoi diritti di creditore. Il lavoratore deve inoltre assumersene i costi, poiché la questione della gratuità della procedura sommaria non è ancora stata chiarita. Comunque, spesso il lavoratore non è praticamente in grado di anticipare le spese procedurali. Sono espressi dubbi quanto all’efficacia del perseguimento penale, anche se non sono praticamente mai sporte denunce. In generale, l’USS e UNIA auspicano che in caso di fallimento sia posto maggiormente l’accento sulla responsabilità penale (p. es. come nel diritto belga).

Alcuni specialisti di uffici fallimenti e di tribunali hanno spiegato che, anche nell’ambito di procedure di liquidazione sommaria, i casi di cessioni di crediti e quelli di creditori che esercitano i loro diritti sono rari, probabilmente a causa dei rischi finanziari correlati. L’articolo 43 LEF impedisce inoltre ai servizi (p. es. l’AFC) che disporrebbero delle conoscenze e dei mezzi necessari di chiedere l’apertura del fallimento. Il fallimento è pertanto dichiarato troppo tardi. Infine, i giudici non sfruttano mai appieno gli strumenti messi a disposizione dal diritto penale. Nella maggior parte dei casi le pene inflitte tramite decreto d’accusa sono molto miti; è pertanto lecito nutrire dubbi sulla loro efficacia in materia di prevenzione speciale.

2 Obiettivi delle misure proposte

Molte delle misure previste per impedire i fallimenti abusivi entrano in conflitto con interessi sensibili e procedure consolidate (dichiarazione di fallimento, procedura di fallimento). Come constatato dalla Commissione incaricata dell’esame preliminare, «la lotta contro gli abusi è sì un obiettivo importante, ma non di assoluta priorità: molti fallimenti non sono né abusivi né dovuti a negligenza e alle persone interessate dev'essere data una seconda opportunità. In occasione dell'attuazione di questa mozione andrà quindi posta particolare attenzione al mantenimento di un equilibrio ragionevole tra i diversi interessi in campo»4.

Dai pareri degli esperti e dalle conseguenti riflessioni risulta che, da un lato, né la LEF né il Codice penale necessitano di adeguamenti o integrazioni sostanziali. Dall’altro lato, è pure chiaro che non è possibile risolvere il problema dei fallimenti abusivi con un’unica misura legislativa. Occorrono piuttosto vari interventi mirati che permettano di utilizzare in maniera più efficace gli strumenti giuridici esistenti, conseguendo in tal modo un effetto di prevenzione generale.

In numerosi casi di fallimento, in particolare nei casi di abuso in questione, la massa lasciata dal fallito (perlopiù una SA o una Sagl) non è sufficiente nemmeno per coprire i costi di una procedura di liquidazione sommaria. Per questo motivo, la maggioranza dei creditori non vuole assumersi il rischio di anticipare le spese. Spesso il fallimento è quindi sospeso per mancanza di attivi (art. 230 LEF). La sospensione riattiva la possibilità di perseguire il debitore per via di pignoramento (art. 230 cpv. 3 e 4 LEF), come pure di promuovere eventuali azioni di responsabilità. Tuttavia, essa crea una grande incertezza giuridica ad esempio in merito a chi (se non vi è alcuna amministrazione del fallimento) può far valere un determinato danno (soltanto danni diretti?). La legge non disciplina le conseguenze della sospensione del fallimento sulle azioni di responsabilità (secondo l’art. 754 o 757 CO). Inoltre, né la dottrina né la giurisprudenza precisano questo punto5.

In sintesi, si constata che le sospensioni del fallimento per mancanza di attivi favoriscono l’impunità degli imprenditori inadempienti. Paradossalmente questi hanno la possibilità di

4 Rapporto della Commissione degli affari giuridici del 2 febbraio 2012.

5 Cfr. ad es. Tribunale commerciale di San Gallo 10 maggio 2011, HG.2011.18.