Rapporto sui risultati

Consultazione 2015/13: Modifica dell'ordinanza 1 concernente la legge sul lavoro (OLL 1) - Registrazione della durata del lavoro · 26 pagine

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in particolare che essa porta a un rafforzamento del ruolo delle organizzazioni dei lavoratori e crea inoltre vincoli inutili. Il progetto comporterebbe inoltre un onere supplementare difficilmente gestibile in particolare per le piccole e medie imprese e per le aziende internazionali. Molti si aspettano quindi che vengano intrapresi senza indugio i lavori a livello di legge.

La grande maggioranza delle organizzazioni dei lavoratori che hanno partecipato all’indagine conoscitiva approva in linea di principio la revisione11 ma auspica che i singoli criteri vengano inaspriti o precisati. Viene sottolineato in particolare il timore di un eventuale indebolimento della protezione della salute12. Per ovviare a questo problema bisognerebbe intensificare la vigilanza e i controlli dopo l’entrata in vigore della riforma13. Analogamente alle due organizzazioni mantello USS e TS, anche SYNA e UNIA ritengono che bisognerebbe togliere dal ruolo gli interventi parlamentari attualmente pendenti come parte integrante dell’intesa. Esse si aspettano d’ora in poi un’applicazione sistematica delle direttive e una certezza del diritto generale.

Anche le istituzioni di sicurezza sul lavoro, salute e igiene del lavoro ritengono che il progetto di

revisione abbia ripercussioni negative sulla protezione della salute dei lavoratori14. A loro parere la registrazione della durata del lavoro è una misura preventiva essenziale che permette di controllare l’esistenza di sollecitazioni eccessive sul posto di lavoro. La maggioranza di tali istituzioni, pur formulando delle riserve su alcuni punti, si dichiara tuttavia favorevole15 all’allentamento dell’obbligo di documentazione; l’istituzione PSS, rinviando ai risultati dello studio del 2012 sugli orari di lavoro flessibili in Svizzera16, critica il progetto per quanto riguarda gli aspetti relativi alla salute mentre la SSIL vi si oppone con decisione.

Anche se l’allentamento dell’obbligo di registrazione della durata del lavoro è in linea di principio accolto favorevolmente dalla maggioranza delle associazioni professionali e altre istituzioni che hanno partecipato all’indagine conoscitiva, le condizioni previste sono per alcuni troppo restrittive17. Alcune di queste associazioni18 e il FPMI disapprovano soprattutto la condizione concernente il CCL. Il FPMI sostiene tra l’altro che i lavoratori interessati da questa revisione sono in genere esclusi dal campo d’applicazione personale dei CCL in vigore. La SAV-FSA ritiene che questa condizione contribuirà ad estendere la copertura dei CCL e respinge il progetto anche per questo motivo. Per contro la FMH dubita che rinunciare alla registrazione della durata del lavoro permetta realmente di creare un maggior margine di manovra per conciliare meglio lavoro e famiglia.

Alcune imprese considerano il progetto una misura immediata necessaria ma formulano tuttavia riserve di natura politico-istituzionale riguardo alla condizione concernente il CCL19. Analogamente, anche le altre imprese si dimostrano critiche rispetto al coinvolgimento delle parti sociali20. Viene sottolineato in particolare il fatto che in numerosi rami non viene praticato il partenariato sociale e che l’attuazione di una simile condizione implicherebbe pertanto un onere supplementare eccessivo. Basandosi su argomenti analoghi, alcune imprese auspicano che la registrazione semplificata della durata del lavoro possa essere convenuta anche sottoscrivendo una convenzione individuale21. Secondo quanto sostenuto dalle imprese BIG5 e CS, il fatto di fissare un limite di reddito non dovrebbe tradursi nel diritto, da parte delle autorità, di consultare nei dettagli e in qualsiasi momento i fogli paga dei lavoratori di un’azienda. La ZEIT sottolinea invece che le persone non hanno una cognizione del tempo concreta e ritengono quindi che si debba mantenere una misurazione del tempo oggettiva.

11. Organizzzazioni dei lavoratori AS, ASIB, ASMAC, IMP, SIC, TS, UNIA e USS. 12. Organizzzazioni dei lavoratori ASIB, IMP, SYNA, TS e UNIA e USS. 13. Organizzazioni dei lavoratori AS, ASIB, UNIA e USS. 14. Istituzioni di sicurezza sul lavoro, salute e igiene del lavoro SSIL, SSSL, SGIG e SUVA. 15. Istituzioni di sicurezza sul lavoro, salute e igiene del lavoro SSSL, SGIG e SUVA. 16. SECO (2012). Flexible Arbeitszeiten in der Schweiz. Auswertung einer repräsentativen Befragung der Schweizer Erwerbsbevölkerung, Berna (disponibile unicamente in tedesco e francese). 17. Associazioni professionali e altre istituzioni ASG, FPMI, GST-SVS, SAV-FSA, SGC-SSC e SSPP. 18. Associazioni professionali e altre istituzioni ASG, MWS e SAV-FSA. 19. Imprese COOP, CS, MOBI e UBS. 20. Imprese BIG5, BOAS, COG, DR, DEMA, FONCIA, ICF, PM, SCHENK e LR. 21. Imprese BIG5, COG, DR, DEMA, MOBI, FONCIA, ICF, PM e SCHENK. 520/2012/00456 \ COO.2101.104.6.2903436 4/26