Rapporto sui risultati
Consultazione 2015/63: Ordinanza concernente la legge sulla formazione continua · 27 pagine
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Ordinanza sulla formazione continua
NE esprime un parere analogo e fa notare che gli sforzi di coordinamento possono andare a buon fine soltanto se le questioni della sussidiarietà e del finanziamento vengono risolte efficacemente. Secondo BE, l’obiettivo è che i contenuti degli accordi di programma siano coordinati d’intesa con i Cantoni.
Anche SG vuole che le competenze siano disciplinate in modo chiaro. Tra queste figurano la garanzia della qualità presso le organizzazioni della formazione continua e la definizione di requisiti per il personale docente. I Cantoni, però, rimangono autonomi nell’organizzare le loro offerte.
AG, AI, AR, GL, GR, JU, NE, NW, OW, SG, SH, TG, VD e VS deplorano che gli obiettivi non siano vincolati a ulteriori criteri. AG, AI, AR, BE, GE, GL, GR, JU, NW, OW, SG, SH, TG, VD e VS chiedono un maggior coinvolgimento dei Cantoni, in particolare per armonizzare tra loro gli obiettivi nazionali e cantonali.
Anche TI ritiene che il coinvolgimento dei Cantoni e delle Oml sia un aspetto fondamentale per l’elaborazione degli obiettivi. Bisogna però evitare di istituire appositi organi particolarmente costosi.
Articolo 8 capoverso 2
La CDPE condivide l’approccio flessibile scelto per definire gli obiettivi strategici, che possono essere adeguati a intervalli regolari, ma auspica che i Cantoni siano maggiormente coinvolti nella loro concretizzazione.
Secondo TI il periodo di 4 anni è adeguato perché garantisce la necessaria continuità.
BL propone un’aggiunta all’articolo 8: «La SEFRI definisce obiettivi nazionali sommari e misurabili delimitando nel contempo le attività di promozione svolte per il loro raggiungimento». Per indurre gli operatori e le Oml a collaborare, gli obiettivi e i fondi stanziati devono essere noti il più presto possibile. L’articolo 8 deve contemplare anche i requisiti di qualità e i livelli di competenze massimi.
Articolo 9
Articolo 9 capoverso 1
I Cantoni BL e BS condividono l’idea di una promozione basata su accordi di programma, anche perché ammette modelli intercantonali. Anche UR è di questo avviso.
TI approva l’idea di una promozione articolata su programmi cantonali quadriennali. Per concepirli, tuttavia, sono necessarie risorse di personale supplementari, che secondo il Cantone andrebbero finanziate con gli aiuti finanziari.
Articolo 9 capoverso 2
Secondo TI bisogna evitare di istituire organismi nuovi e costosi. Il Cantone propone inoltre di allestire modelli di collaborazione e, relativamente alle misure, una raccolta di migliori prassi («best practice») da integrare nei programmi
Articolo 9 capoverso 3
Secondo TI, è la Confederazione che deve gettare le basi per un coordinamento più efficace e trasmettere ai Cantoni chiare raccomandazioni su come agire.
NE chiede che siano considerate anche le misure cantonali dell’assicurazione contro la disoccupazione, in particolare quelle rivolte a un pubblico ormai escluso dalle misure di portata nazionale.
Articolo 10
Articolo 10 capoverso 1
Per non creare oneri burocratici inutili, i Cantoni AG, AI, AR, GL, GR, JU, NE, NW, OW SH, TG, UR, VD, VS e la CDPE chiedono che i processi per allestire gli accordi di programma e presentare i resoconti (art. 14) siano il più possibile snelli.
AR, GL, GR, JU, OW, SH, VD, VS e la CDPE ricordano che nella loro organizzazione interna i Cantoni sono sovrani, per cui la Confederazione non può prescrivere loro di coinvolgere i Comuni in sede di elaborazione dei programmi.
Secondo ZH, la SEFRI e i Cantoni devono coordinarsi rapidamente per evitare doppioni o lavori inutili.
VD vede di buon occhio lo strumento degli accordi di programma.
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