Rapporto esplicativo
Consultazione 2017/58: Approvazione della Convenzione del Consiglio d'Europa del 3 luglio 2016 su un approccio integrato in materia di sicurezza fisica, sicurezza pubblica e servizi in occasione di incontri calcistici e di altre manifestazioni sportive · 14 pagine
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1 Punti essenziali dell’avamprogetto
1.1 Situazione iniziale
Il 29 maggio 1985, in occasione della finale della Coppa dei Campioni disputata tra la Juventus e il Liverpool allo stadio Heysel di Bruxelles, si scatenò un panico di massa che provocò la morte di 39 persone e il ferimento di altre 600. La tragedia era stata preceduta da scontri violenti tra i tifosi di entrambe le società calcistiche. Alla luce dei tragici eventi di Bruxelles, il Consiglio d’Europa aveva adottato nello stesso anno la Convenzione europea sulla violenza e i disordini degli spettatori durante le manifestazioni sportive, segnatamente nelle partite di calcio1 (STE n. 120; di seguito «Convenzione n. 120»). La Convenzione n. 120 è entrata in vigore per la Svizzera il 1° novembre 1990 e oggi è applicata da 42 Stati. Al fine di monitorarne l’attuazione è stato istituito un Comitato permanente. All’interno di tale Comitato la Svizzera è rappresentata dall’Ufficio federale di polizia (fedpol).
Dal 1985 il testo della Convenzione n. 120 non ha subito alcuna modifica. Tuttavia, negli ultimi trent’anni gli scenari sono mutati radicalmente, così come il comportamento dei tifosi, le condizioni infrastrutturali nonché le tecniche e le tattiche adottate dalle autorità di polizia per far fronte alla violenza durante le manifestazioni sportive. Si è inoltre affermata la nuova tendenza a trasmettere le manifestazioni sportive in luoghi pubblici (il cosiddetto «public viewing»), mentre il Consiglio d’Europa e l’Unione europea, da parte loro, hanno emanato numerose raccomandazioni per affrontare la violenza nello sport. Per tener conto di tali sviluppi, il Consiglio d’Europa ha dunque deciso di rivedere integralmente la Convenzione del 1985. La Convenzione non dovrà più essere orientata esclusivamente alla repressione, ma dovrà anche contemplare misure di prevenzione finalizzate a garantire un ambiente accogliente per i tifosi (il cosiddetto «good hosting»). Inoltre dovrà fondarsi su un approccio comune, integrato e basato sulle buone prassi internazionali.
La Convenzione riveduta integralmente ha assunto ora il titolo di «Convenzione del Consiglio d’Europa su un approccio integrato in materia di sicurezza fisica, sicurezza pubblica e servizi in occasione di incontri calcistici e di altre manifestazioni sportive» (di seguito: «Convenzione»). A metà maggio 2017 la Francia e il Principato di Monaco erano gli unici Stati ad aver già ratificato la Convenzione. Complessivamente hanno firmato la Convenzione 23 Stati: Austria, Azerbaigian, Belgio, Bulgaria, Cipro, Georgia, Grecia, Italia, Lituania, Lussemburgo, Macedonia, Moldova, Montenegro, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Russia, Svezia, Svizzera, Turchia e Ucraina. Dato che si tratta di una revisione totale, in Svizzera l’approvazione della nuova Convenzione richiede la votazione del Parlamento.
1.2 Panoramica delle novità previste dalla Convenzione
La Convenzione del Consiglio d’Europa su un approccio integrato in materia di sicurezza fisica, sicurezza pubblica e servizi in occasione di incontri calcistici e di altre manifestazioni sportive prevede sostanzialmente disposizioni concernenti gli aspetti seguenti:
- strutture di coordinamento interno (art. 4);
- sicurezza fisica, sicurezza pubblica e servizi negli stadi (art. 5);
- sicurezza fisica, sicurezza pubblica e servizi nei luoghi pubblici (art. 6);
- piani di contingenza e di emergenza (art. 7);
- rapporti con i tifosi e le comunità locali (art. 8);
- strategie e operazioni di polizia (art. 9);
- prevenzione e sanzione dei comportamenti illeciti (art. 10);
- cooperazione internazionale (art. 11);
- clausole procedurali (art. 12–14).
Le novità che contraddistinguono la Convenzione rispetto alla Convenzione n. 120 sono per lo più di natura linguistica; solo una minima parte riguarda infatti il contenuto.
Una novità è costituita dall’approccio preventivo orientato ai servizi, che ha come obiettivo principale quello di far sentire persone e gruppi a proprio agio, graditi e benvenuti mentre assistono a un incontro calcistico o a un’altra manifestazione sportiva, all’interno o al di fuori di uno stadio. Tale approccio è presente in numerose disposizioni contenute nella Convenzione.