Rapporto esplicativo

Consultazione 2018/87: Abolizione dei dazi doganali sui prodotti industriali · 17 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 10Fedlex · Rapporto esplicativo

Per quanto riguarda i dazi industriali va aggiunto che nell’ambito del Sistema di preferenze generalizzate a favore dei Paesi in via di sviluppo (SPG) la Svizzera garantisce già importazioni in franchigia di dazio per tutti i prodotti industriali (ad eccezione di alcuni prodotti del settore tessile), fintantoché la merce proviene da Paesi in via di sviluppo. Molti dei partner commerciali attuali e futuri beneficiano già delle concessioni dell’SPG, il che riduce ulteriormente il peso negoziale dei dazi industriali.

La normativa proposta abolirà i dazi solo unilateralmente. La Svizzera non deve adeguare i le proprie aliquote di dazio massime consolidate all’OMC. Perciò, a condizione di mantenerli entro questi valori massimi, i dazi industriali potrebbero teoricamente essere ripristinati. Negli accordi di libero scambio invece la Svizzera azzera i propri dazi sui prodotti industriali ed è dunque impossibile ripristinarli per i partner di tali accordi e pertanto i dazi industriali mantengono un certo peso nei negoziati. Esistono però comunque partner commerciali (alcuni con dazi elevati sui prodotti industriali), che sostengono che i bassi dazi industriali avvantaggino la Svizzera rispetto ai Paesi partner negli ALS. Con l’abolizione totale dei dazi questa idea rischierebbe di affermarsi ulteriormente e altri ambiti di negoziazione sarebbero maggiormente sotto pressione. In ogni caso, i dazi industriali non sono al centro degli interessi della maggior parte dei possibili futuri partner commerciali.

Nel complesso il Consiglio federale attribuisce scarsa importanza alla perdita di potere negoziale dovuta all’abolizione unilaterale dei dazi industriali: opinione che viene condivisa da uno studio del World Trade Institute18.

L’abolizione unilaterale dei dazi sui prodotti industriali non è una novità sul piano internazionale. Hong Kong e Singapore, due economie aperte di medio-grandi dimensioni, già da tempo non riscuotono dazi di questo tipo. Anche l’Islanda, il Canada, la Nuova Zelanda e la Norvegia hanno già abolito del tutto o in parte i propri dazi industriali. Uno studio di Sidley Austin19 ha indagato le ripercussioni dell’abbassamento dei dazi sui negoziati di accordi di libero scambio giungendo alla conclusione che i Paesi esaminati (ovvero Canada, Nuova Zelanda e Norvegia) sono stati in grado di stringere accordi di libero scambio anche dopo l’abolizione unilaterale dei dazi industriali e che gli introiti doganali rivestono un ruolo marginale nelle economie dei Paesi sviluppati.

L’abolizione dei dazi industriali comporta un’erosione delle preferenze per i Paesi partner di un accordo di libero scambio, o per i Paesi interessati dall’SPG, rispetto a Stati terzi i cui prodotti industriali non godevano del libero accesso al mercato. Per i primi il provvedimento comporta comunque in uno sgravio amministrativo di cui beneficiano le imprese esportatrici; in particolare, grazie all’abolizione dei dazi industriali il mercato sarà più accessibile per i Paesi che oggi in virtù dell’SPG beneficiano di riduzioni sui dazi per determinati prodotti tessili.

18 World Trade Institute (2017): Significance of autonomous tariff dismantling for industrial products for future negotiations of free trade agreements. Su incarico della SECO. Berna: SECO.

19 Sidley Austin (2017): The potentials and economic impact of the unilateral easing of import restrictions by Switzerland – Gathering quantitative and qualitative evidence on other countries’ experience with unilateral tariff liberalization. Studio su incarico della SECO. Berna: SECO.