Rapporto esplicativo

Consultazione 2018/87: Abolizione dei dazi doganali sui prodotti industriali · 17 pagine

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delle spese amministrative totali (esclusi i dazi) a carico delle imprese sulle importazioni. La produzione delle prove d’origine, il relativo controllo ed eventuali procedure di verifica da parte dell’Amministrazione delle dogane, l’archiviazione della documentazione nonché il pagamento dell’obbligazione doganale rappresentano costi amministrativi sulle importazioni che saranno soppressi con l’abolizione dei dazi industriali (con le dovute eccezioni sopra citate). Oltre alle importazioni preferenziali nel quadro degli accordi di libero scambio o dell’SPG oggi esistono altre procedure speciali che consentono l’importazione di merci in franchigia di dazio, ma che comportano obblighi aggiuntivi. Queste procedure speciali, in particolare l’imposizione provvisoria a causa di prova dell’origine mancante o non valida, il traffico di perfezionamento attivo, le agevolazioni doganali nonché la procedura speciale per l’ammissione temporanea e le agevolazioni doganali in funzione dello scopo d’impiego richiedono autorizzazioni, controlli delle scadenze e documenti aggiuntivi. Anche il ricorso a queste procedure diminuirà una volta aboliti i dazi industriali. Gli emolumenti come le tasse d’incentivazione e le imposte (sugli autoveicoli, sugli oli minerali), l’IVA ecc. nonché gli obblighi di autorizzazione e altre norme di natura non doganale non verranno soppressi. Il provvedimento non riguarda nemmeno gli aspetti non tariffari legati alle importazioni e i relativi obiettivi di politica sanitaria, ambientale e di sicurezza.

L’istituto di ricerca B,S,S.25 ha studiato la soppressione degli adempimenti discutendone con le imprese ed esperti doganali. Se si include anche la parziale rinuncia alle prove d’origine e il minore ricorso alle procedure speciali si calcola uno sgravio amministrativo di 100 milioni di franchi all’anno per le imprese importatrici in Svizzera. Visto che questa stima non tiene in considerazione altri aspetti – come gli oneri di accertamento per la scelta della procedura adeguata, il rischio di errori, le multe, la formazione dei collaboratori nonché la scarsa flessibilità nell’acquisto (strategico) di merce – questi 100 milioni rappresentano soltanto una stima minima del risparmio amministrativo generato dall’abolizione dei dazi industriali.

4.2.3 Ripercussioni economiche indirette

L’abolizione dei dazi industriali riduce direttamente i costi di fabbricazione dei prodotti importati nonché i costi di importazione e delle transazioni. Questo effetto è rafforzato dal fatto che le aziende esportatrici dovranno adempiere a meno oneri all’estero, dal momento che nella maggior parte dei casi non sarà più richiesta la prova d’origine (con la possibilità di evitare i relativi costi). Di conseguenza aumenta l’efficienza commerciale: in primo luogo, se grazie alla concorrenza questi risparmi si rifletteranno sui prezzi finali i consumatori potranno beneficiare di prezzi inferiori; in secondo luogo, le imprese svizzere dovranno sostenere minori costi intermedi all’estero. Questa ripercussione è particolarmente importante per la Svizzera, essendo l’economia elvetica profondamente integrata nella catena globale del valore. In molti settori il nostro Paese è specializzato in processi produttivi ad alto valore aggiunto che si collocano alla fine della filiera (ma anche nella ricerca e nello sviluppo a monte della catena produttiva). Le imprese svizzere tendono dunque a importare materie prime o semilavorati, e perciò l’abolizione dei dazi rafforza la competitività e promuove le esportazioni.

Con l’abolizione dei dazi industriali sono attesi un aumento delle importazioni e di conseguenza una maggiore efficienza nei rapporti commerciali, poiché non sarà più necessario scegliere i fornitori in modo da evitare i dazi sulle importazioni26. Il conseguente aumento della concorrenza sul mercato svizzero dovrebbe portare a prezzi finali inferiori per i beni di consumo. La concorrenza inoltre è il motore dell’innovazione, poiché sprona le imprese a ottimizzare la gestione delle proprie risorse e ad aumentare l’efficienza e il trasferimento di conoscenze in particolare in relazione alle nuove opportunità offerte dall’intensificazione degli scambi commerciali. Ne risultano un abbassamento dei costi di produzione e un aumento della

25 Ibidem.

26 La scelta strategica dei fornitori resta una pratica auspicabile se si beneficia del cumulo sulle esportazioni all’interno di un trattato di libero scambio.