Rapporto esplicativo

Consultazione 2018/87: Abolizione dei dazi doganali sui prodotti industriali · 17 pagine

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3 Commento alla modifica di legge

Per abolire i dazi industriali, vengono azzerate tutte le aliquote di dazio per i prodotti industriali nella tariffa generale di cui all’allegato 1 LTD.

La semplificazione strutturale della tariffa doganale comporta profonde modifiche nell’allegato 1 LTD. Per i prodotti industriali sono mantenute soltanto le voci di tariffa strettamente indispensabili dal punto di vista tecnico e legale. Il loro numero viene ridotto di circa un quarto (da 6172 a 4585).

4 Ripercussioni

4.1 Ripercussioni per la Confederazione, i Cantoni e i Comuni

La riscossione di dazi è compito della Confederazione. Se si escludono le compensazioni tramite maggiori entrate fiscali per i Cantoni illustrate al paragrafo 4.1.1.2, non ha ripercussioni su Cantoni e Comuni.

4.1.1 Ripercussioni finanziarie

4.1.1.1 Introiti doganali soppressi

Nel 2016 gli introiti derivanti dai dazi doganali sui prodotti industriali ammontavano a 486,1 milioni e nel 2017 a 506,4 milioni di franchi. Con l’abolizione dei dazi doganali verranno a mancare introiti di questo ordine di grandezza. Le entrate doganali totali della Confederazione (2016: 1188,7 milioni, 2017: 1216,5 milioni di franchi14) caleranno di circa il 40 %; in futuro continueranno comunque a essere riscossi dazi sui prodotti agricoli. In base ai dati del 2016, l’importo mancante rappresenta lo 0,7 % delle entrate totali della Confederazione.

I dazi pagati costituiscono una parte della base di calcolo per l’imposta sul valore aggiunto e l’imposta sugli autoveicoli15. Di conseguenza ai mancati introiti derivanti dai dazi (circa 500 milioni) vanno aggiunti anche altri cali di imposte che non saranno più riscosse. Nel caso dell’IVA, in base all’aliquota del 7,7 %, si calcolano 40 milioni di franchi di entrate in meno, dei quali però non si è tenuto conto nelle simulazioni e nelle ripercussioni economiche perché si sono concentrate sui dazi. Nel presente rapporto eventuali riferimenti a questi 40 milioni di franchi compariranno pertanto solo in note a piè di pagina come informazioni aggiuntive.

Originariamente i dazi sui prodotti industriali sono stati pensati per tutelare l’industria svizzera dalla concorrenza estera. L’obiettivo principale era dunque di natura protezionistica e non fiscale. Al giorno d’oggi l’aspetto protezionistico è diventato irrilevante; è invece importante l’ammontare dei proventi doganali, che costituiscono lo 0,7 % del bilancio federale. In ogni caso, l’abolizione dei dazi industriali e dei relativi introiti nel quadro di nuovi accordi di libero scambio non pone problemi, poiché con questi accordi la Svizzera si impegna sempre ad azzerare tutti i dazi sulle importazioni di prodotti industriali. Un accordo di libero scambio con la Svizzera garantisce dunque la libertà di commerciare prodotti industriali fintantoché l’origine preferenziale del prodotto sia comprovabile. Attualmente vengono comunque riscossi dazi per circa 365 milioni di franchi (2016) sulle importazioni da Paesi partner di questi accordi, l’equivalente del 75 % di tutti gli introiti doganali sui prodotti industriali. La metà proviene dall’UE mentre il resto per la maggior parte dalla Cina. Tali introiti provenienti dai Paesi partner, inclusa l’UE, sono dovuti al fatto che talvolta le imprese considerano gli oneri amministrativi

14 Dati della statistica del commercio estero della Confederazione (Swiss-Impex).

15 Nel calcolo dell’IVA e dell’imposta sugli autoveicoli oltre al valore della merce vengono conteggiati i costi collaterali, tra cui i dazi pagati.