Rapporto sui risultati
Consultazione 2019/11: Modifica della legge sulle banche (garanzia dei depositi, insolvenza) · 21 pagine
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Procedura di consultazione relativa alla modifica della legge sulle banche (LBCR)Procedura di consultazione relativa alla modifica della legge sulle banche (LBCR) (Insolvenza, garanzia dei depositi, segregazione)
Diversi partecipanti alla consultazione (FRC, SKS, ACSI, AG, AI, SG, Travail.Suisse, MoMo) approvano espressamente il diritto dei creditori e dei proprietari di interporre ricorso, come previsto dall’articolo 37gterAP-LBCR. Alcuni chiedono di disciplinare esplicitamente la legittimazione passiva nella legge e di esaminare la possibilità di effettuare procedure collettive (Baker McKenzie, analogamente ASG). Essi vorrebbero che il ricorso fosse possibile anche contro la graduatoria laddove non esista la contestazione della graduatoria (Baker McKenzie, analogamente ASG) e contro il rifiuto dell’inventario degli attivi, segnatamente contro pretese fondate sulla responsabilità (ASG). Il termine di dieci giorni per interporre ricorso ha avuto riscontri diversi: un partecipante lo considera troppo breve (VD), un altro lo reputa appropriato, rinviando all’articolo 17 LEF (Vischer). Vischer vorrebbe che si esaminasse se una decisione della FINMA come oggetto di ricorso sia nell’interesse delle parti e se un’abbreviazione dei procedimenti legali possa aumentarne l’efficienza.
8 Garanzia dei depositi (art. 37h–37k AP-LBCR)
8.1 Principio della garanzia dei depositi (art. 37h AP-LBCR)
Numerosi partecipanti alla consultazione approvano le linee generali di indirizzo dell’avamprogetto e il progetto in generale (AG, AI, SH, CP, ABES). Alcuni giudicano positivamente in particolare la riduzione del termine per il pagamento ai depositanti, il tipo di finanziamento (PPD, UDC, ZH) e l’aumento del limite superiore di sistema (ASB, ABPS, Raiffeisen, UDC, PSS, USS, CP, FRC, KIB, ACSI, Raiffeisen, esisuisse, VD, pvl, Travail.Suisse). Altri aggiungono che il progetto migliorerebbe la protezione dei depositanti e rafforzerebbe la fiducia nel sistema finanziario svizzero (ABG, PPD, VD, pvl). L’ASG apprezza il chiaro disciplinamento a livello di legge, mentre Baker McKenzie valuta opportuna l’attuazione giuridica del sistema di garanzia dei depositi proposto. Secondo esisuisse, le misure preparatorie proposte permettono di soddisfare meglio i requisiti dell’«lnternational Association of Deposit lnsurers», del Fondo monetario internazionale (FMI) e del Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria («Basel Committee On Banking Supervision»).
Alcuni partecipanti chiedono di ridurre il termine transitorio da cinque a due anni (PSS, USS).
Esisuisse osserva che il finanziamento ex ante proposto è riconosciuto a livello internazionale e renderebbe la garanzia dei depositi più solida, oltre a essere un finanziamento moderato ed equilibrato. Un altro vantaggio che considera importante è che i fondi rimarrebbero nelle banche e non verrebbero sottratti all’economia nazionale. UBS sostiene il sistema rielaborato di garanzia dei depositi al di là dei costi che comporterebbe, e aggiunge che una soluzione incentrata su un fondo finanziato meramente ex ante determinerebbe oneri e costi sproporzionati per le banche. Anche l’ABES prende atto con soddisfazione in particolare che non si sia optato per un fondo ex ante.
Diversi partecipanti preferiscono al sistema proposto un fondo ex ante, che, secondo Travail.Suisse, eviterebbe effetti prociclici e costituirebbe la soluzione più economica. Per il pvl, il Consiglio federale non avrebbe spiegato a sufficienza le ragioni della rinuncia a un fondo ex ante e chiede che la questione venga trattata in modo da poter valutare attentamente i pro e i contro dei vari sistemi di finanziamento. Le associazioni per la protezione dei consumatori deplorano che il finanziamento mediante fondo ex ante sia stato respinto, in quanto questo sistema permetterebbe di garantire direttamente la liquidità necessaria per un pagamento rapido dei depositanti. Per la FRC, SKS, l’ACSI il sistema proposto offrirebbe meno sicurezza nel caso di una crisi finanziaria.