Rapporto sui risultati

Consultazione 2019/11: Modifica della legge sulle banche (garanzia dei depositi, insolvenza) · 21 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 9Fedlex · Rapporto sui risultati

Procedura di consultazione relativa alla modifica della legge sulle banche (LBCR)Procedura di consultazione relativa alla modifica della legge sulle banche (LBCR) (Insolvenza, garanzia dei depositi, segregazione)

la certezza del diritto. Al riguardo, l’ASB osserva però che l’ordine dei creditori è disciplinato per il risanamento ma non per il fallimento. Baker McKenzie approva la regolamentazione a livello di legge, ma a una regolamentazione «wipeout and compensation» privilegerebbe una diluizione, che attenuerebbe la problematica di un’eventuale compensazione a favore degli azionisti esistenti rispetto ai detentori di «bail-in bond». Altri partecipanti alla consultazione chiedono di abrogare (Bär & Karrer, CS, Postfinance) la disposizione del capoverso 5 lettera b. Secondo Bär & Karrer, la proposta attuale, che prevede una regolamentazione divergente per il «bail-in» e il fallimento, comporterebbe potenziali violazioni del cosiddetto test «No Creditor Worse Off» (NCWO). Al contempo, una concentrazione di «bail-in bond» potrebbe essere molto utile per ragioni di praticabilità, poiché permetterebbe un risanamento rapido nelle situazioni in cui il test NCWO è soddisfatto. Sostiene che rinunciare alla subordinazione obbligatoria di «bail-in bond», sia in caso di fallimento sia di «bail-in», possa essere utile quando i «bail-in bond» non emessi dalla società madre debbano essere subordinati contrattualmente, i «bailin bond» interni debbano a loro volta essere subordinati contrattualmente ed esista una certa flessibilità a convertire o ridurre in prima linea i «bail-in bond» di società madri.

Il CS assume una posizione critica. La postergazione legale dei «bail-in-bond», da un lato, e la deroga strutturalmente lacunosa per le holding («clean holding»), dall’altro, avrebbero un impatto negativo diretto e duraturo sulla banca medesima. Inoltre, la postergazione legale non sarebbe richiesta dal TLAC Term Sheet, ma sarebbe una delle tre alternative riconosciute in Svizzera. Nell’UE la postergazione legale avrebbe un ruolo predominante per la struttura della holding rivestita da molti gruppi bancari. La subordinazione contrattuale o strutturale sarebbe da tempo riconosciuta in Svizzera sia dal punto di vista giuridico sia regolamentare ed attuata dalle due grandi banche nell’ambito delle loro emissioni di strumenti «bail-in», ragione per cui la postergazione legale dei «bail-in bond» proposta nei capoversi 5 lettera b e 6 non sarebbe necessaria, comporterebbe notevoli incertezze e andrebbe eliminata senza sostituzione.

UBS sostiene espressamente la disposizione di cui al capoverso 6. Avrebbe già creato una nuova holding, non operativa, per migliorare la capacità di risanamento del gruppo, avente come unico scopo quello di detenere e finanziare le partecipazioni. La holding sarebbe stata costituita, tra l’altro, per permettere che l’attività operativa e l’acquisizione di fondi avvenissero in unità diverse e, in particolare, per poter emettere «bail-in bond» senza subordinazione contrattuale in quanto strutturalmente subordinati. Poiché questi strumenti sono emessi dalla holding, secondo UBS i crediti dei creditori di «bail-in bond» sono automaticamente subordinati sotto il profilo economico ai crediti dei creditori delle filiali di una banca operativa. In linea di massima non reputa quindi necessaria la soglia del 5 per cento fissata per altri tipi di crediti a livello di holding, ma accetterebbe la limitazione se venissero concesse le deroghe proposte.

L’ASB chiede che siano escluse, in linea di massima, anche le obbligazioni emesse nel rispetto dello standard TLAC, indipendentemente dalla clausola del 5 per percento prevista al capoverso 6.

Il CS, invece, considera il requisito della «clean holding» del capoverso 6 inutile, poco praticabile e non conforme alle prescrizioni del Term Sheet del FSB («Excluded Liabilities»). La disposizione imporrebbe alla società madre requisiti materiali affinché possa effettuare emissioni rivendicando una postergazione puramente strutturale. Apprezza che la verifica del superamento della soglia del 5 per cento, per garantire la certezza del diritto, si fondi sul momento dell’emissione dei «bail-in bond»; considera, tuttavia, difficile o impossibile calcolare la soglia del 5 per cento alla data dell’emissione. La disposizione potrebbe anche comportare che i «bail-in bond» vengano assoggettati a regimi diversi, a seconda che alla data dell’emissione la soglia del 5 per cento sia stata superata o no. Se il Consiglio federale dovesse approvare la