Rapporto esplicativo

Consultazione 2019/78: Revisione delle ordinanze relative alla legge sulle telecomunicazioni (LTC) · 68 pagine

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Gli attacchi e le minacce tipiche alla sicurezza e all’integrità di una rete includono /il sovraccarico dei componenti di rete con traffico dati (attacchi denial of service), spoofing di indirizzi IP per simulare di- spositivi di rete o consentire comunicazioni non autorizzate e attacchi di hacking contro componenti o punti terminali di rete. Le misure principali contro queste minacce sono la limitazione delle connessioni o il blocco totale del traffico da e verso punti terminali specifici. Un esempio concreto è il blocco di indi- rizzi IP o di intervalli di indirizzi IP. Il blocco può essere giustificato perché questi indirizzi IP o intervalli di indirizzi IP sono fonti di attacco note o sono all’origine di un attacco in corso, o perché vi sono chiare indicazioni che appartengano a una rete di dispositivi controllati esternamente, una botnet. Il blocco di indirizzi IP o di accessi a Internet può essere indicato anche se questi stabiliscono connes- sioni non autorizzate con componenti di rete, simulano indirizzi (spoofing) o mostrano un tipico com- portamento di attacco. Un’ulteriore misura consiste, ad esempio, nel bloccare diverse «porte» (port), ossia bloccare l’assegnazione dei dati trasferiti alle risorse del terminale.

L’eccezione prevista all’articolo 12e capoverso 2 lettera b. per la restrizione dell’apertura di Internet potrebbe essere utilizzata come base per aggirare l’articolo 12e capoverso 1 LTC, in quanto la sicu- rezza è un termine astratto. Occorre pertanto garantire che le misure adottate in virtù di questa dispo- sizione tengano conto dei quattro fattori seguenti:

1. Deve esserci un rischio per la sicurezza, la cui minaccia è associata a conseguenze potenzial-

mente importanti. Inoltre, deve esserci un’elevata probabilità che la minaccia si verifichi effettiva- mente. È quindi importante considerare nella valutazione sia la probabilità che l’impatto. Secondo l’autorità europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione (ENISA), la norma ISO27005 per la gestione dei rischi sembra essere uno strumento adeguato per la classificazione dei rischi.

Scala Rischio

5 5 10 15 20 25 1 molto lieve

maggiore

4 4 8 12 16 20 2 lieve

3 3 6 9 12 15 3 medio elevato

2 2 4 6 8 10 4 elevato lieve

1 1 2 3 4 5 5 molto elevato impatto elevato,

probabilità lieve

1 2 3 45

Probabilità

(Rappresentazione basata su https://www.enisa.europa.eu/publications/guideline-on-assessingsecurity-measures-in-the-context-of-article-3-3-of-the-open-internet-regulation/at_download/fullRe- port, pag. 17)

Nella valutazione di un rischio, l’entità dell’impatto deve quindi essere moltiplicata per la probabi- lità di accadimento. Naturalmente, entrambi i valori sono difficili da quantificare.

2. La misura di limitazione del traffico Internet può ridurre notevolmente il rischio residuo o la sua

probabilità di accadimento. Una misura che riduce appena il rischio effettivo per la sicurezza non può essere presa in considerazione ai sensi dell’articolo 12e capoverso 2 lettera b LTC. Qui biso- gna considerare cosa succederebbe nella rete se la misura non fosse presa e quale sarebbe il ri- schio residuo.

3. Soprattutto nell’ottica di un Internet aperto, è importante valutare l’impatto di una misura di ge-

stione del traffico su servizi concorrenti, altri tipi di traffico dati, l’utilizzo normale di apparecchia- ture terminali, ecc. Se una misura di sicurezza blocca molto altro traffico dati o disattiva interi pro- tocolli di rete o applicazioni, la proporzionalità della misura è messa in discussione.

4. La misura adottata corrisponde alla prassi corrente e non esistono misure alternative più efficaci e

proporzionate di quella adottata.

Questi quattro fattori costituiscono la base per valutare se una misura di gestione del traffico è compa- tibile con il principio di un Internet aperto in termini di garanzia dell’integrità e della sicurezza della rete.

11/68 Revisione delle ordinanze relative alla LTC – Rapporto esplicativo per l’avvio della procedura di consultazione