Rapporto sui risultati

Consultazione 2019/79: Modifica della legge federale sull'assicurazione malattie (rimunerazione del materiale di cura) · 27 pagine

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delle cure in caso di applicazione da parte del personale infermieristico. L’esperienza insegna che ogni trasferimento dei costi all’AOMS nasconde il rischio di un ampliamento della quantità. Si teme che le ripercussioni finanziarie ammonteranno a una cifra superiore ai 65 milioni di franchi, senza che tuttavia si registri un miglioramento della qualità delle cure. Infine, il nuovo modello di rimunerazione impedisce di ridurre l’onere amministrativo degli assicuratori.

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Il CP giudica insensato mantenere la distinzione in merito al finanziamento del materiale sanitario a seconda che sia utilizzato dal personale di cura o dal paziente e per questo non si oppone alle modifiche proposte, ma segnala che le derivanti conseguenze finanziarie causeranno un aumento dei costi a carico dell’AOMS e degli assicurati. Pertanto si impone la necessità di seguire da vicino l’andamento dei costi.

L’USAM plaude alla revisione della legge proposta, ma non apprezza che l’approccio scelto causi un onere aggiuntivo all’AOMS. Al contempo, constata che i costi saranno semplicemente trasferiti e che la revisione della legge non ne genererà altri. In quest’ambito è comunque bene seguire l’andamento dei costi con attenzione. Nel complesso, sopprimendo una differenziazione artificiosa che nella prassi troppo spesso si era rivelata inappropriata, l’adeguamento introduce un sistema unitario applicabile più facilmente. Questo regime di competenze chiaro e logico dovrebbe contribuire a ridurre l’onere amministrativo.

Secondo l’USS è necessario un sistema di rimunerazione unitario che sia valido per tutti i prodotti dell’EMAp a prescindere dal tipo di utilizzo e per questo esprime il suo sostegno alla revisione della legge. È evidente che nel sistema l’unica istanza che può coprire le rimunerazioni è l’AOMS. L’USS tiene tuttavia a sottolineare che, vista l’attuale situazione finanziaria, l’aggiunta di un ulteriore onere all’assicurazione di base, peraltro dovuto esclusivamente a una modifica delle modalità di rimunerazione e non a un forse giustificato ampliamento del catalogo di prestazioni, deve rimanere un’eccezione assoluta. L’onere dei premi da una parte e della partecipazione ai costi aggiuntiva dall’altra che pesa sulle economie domestiche aventi redditi medio-bassi è enorme: per questo, la nuova presa a carico di tutti i prodotti riportati nell’EMAp prescritti da un medico è accettabile solo in virtù del fatto che con un ammontare di 68 milioni rappresenta un blocco di costo contenuto. In linea di principio, l’USS valuta come appropriata la proposta di una nuova categorizzazione del materiale sanitario ma al contempo desidera mettere in guardia dal rischio che in futuro avvenga una graduale attribuzione del materiale sanitario alla categoria A e quindi uno stralcio dall’EMAp. Le premesse per attuare con successo la revisione di legge delineata nel progetto sono quindi una categorizzazione avveduta e un costante aggiornamento dell’EMAp tramite l’applicazione coerente del confronto con i prezzi praticati all’estero.

La SMT ritiene che il vigente disciplinamento della rimunerazione del materiale sanitario secondo la chiave di ripartizione del finanziamento delle cure sia l’approccio giusto. Purtroppo però Cantoni e Comuni in parte non osservano il loro obbligo legale di finanziamento residuo. In linea di principio, la SMT approva l’intento di modificare la legge per assicurare il finanziamento delle prestazioni fornite e quindi anche del relativo materiale sanitario, ma respinge il progetto nella sua interezza. Inoltre, è dell’avviso che mezzi e apparecchi diagnostici e terapeutici debbano essere coperti dall’assicurazione malattie sia nelle cure acute e transitorie, sia nelle cure ambulatoriali e stazionarie. L’assicuratore infatti è in grado di verificare le prestazioni in base ai criteri di efficacia, appropriatezza ed economicità, cosa peraltro legittimata dalla legge. La SMT non crede che la soluzione proposta di includere tali mezzi e apparecchi in un capitolo separato dell’EMAp sia efficace. L’ammissione nell’EMAp di prodotti utilizzati da personale professionista non è conforme al sistema e causerebbe troppi problemi. Oltre a essere un’inutile ingerenza nell’autonomia tariffale prevista dalla LAMal tra fornitori di presta-