Rapporto sui risultati
Consultazione 2019/83: Modifica della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione in attuazione del «Piano d'azione Gestione integrata delle frontiere» e per garantire un aiuto finanziario ai Cantoni che gestiscono centri di partenza alla frontiera svizzera · 22 pagine
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Rapporto sui risultati della consultazione concernente l’attuazione del «Piano d’azione gestione integrata delle frontiere» e l’aiuto finanziario ai Cantoni che gestiscono centri di partenza alla frontiera svizzera
5.5 Aiuto finanziario ai Cantoni che gestiscono centri di partenza alla frontiera svizzera e base legale per il fermo di stranieri
Osservazioni generali
20 Cantoni (AG, AI, AR, BE, BL, BS, FR, GL, GR, LU, NW, SG, SH, SO, SZ, TG, TI, UR, VD, ZG), 3 partiti (Alleanza del Centro, PLR e UDC), CDDGP, FER, FST e GastroSuisse approvano le modifiche di legge proposte. Alcuni partecipanti alla consultazione approvano il principio delle modifiche, chiedendo tuttavia complementi, adeguamenti o precisazioni per quanto riguarda il fermo in un centro di partenza cantonale (GE e ZH, AsyLex, CNPT e OSAR), nonché per quanto riguarda l’aiuto finanziario della Confederazione ai centri cantonali di partenza (NE e VS, PSS e ASM).
L’USS approva la disposizione sull’aiuto finanziario della Confederazione ai centri di partenza ma respinge il proposto complemento riguardante il fermo.
Articolo 73 Fermo
AsyLex e OSAR si oppongono all’ulteriore riesame del fermo a cura di un’autorità giudiziaria. Una tale disposizione sarebbe anticostituzionale (AsyLex), risp. non conforme alla prassi (OSAR), giacché le persone interessate verrebbero consegnate a uno Stato limitrofo subito dopo il fermo e si vedrebbero così negare un ulteriore riesame del fermo a cura di un’autorità giudiziaria. L’OSAR considera inoltre sproporzionatamente elevata la durata massima di tre giorni prevista per il fermo e ritiene che il fermo debba essere fondamentalmente escluso nei riguardi di minorenni. Chiede un adeguamento in tal senso dell’articolo 80 capoverso 4.
AsyLex, CNPT e OSAR chiedono che il fermo debba essere disposto per scritto. Sono inoltre avanzate richieste per quanto riguarda l’alloggio nel quadro di un fermo. Viene chiesto, in particolare, che sia garantito un alloggio separato per uomini, donne e famiglie. Anche il PSS chiede che siano garantite condizioni adeguate. AsyLex e OSAR chiedono inoltre che le persone fermate non vengano alloggiate in strutture sotterranee della protezione civile, posti di polizia o centri di detenzione della polizia. Chiedono inoltre che gli interessati abbiano accesso a una rappresentanza giuridica (AsyLex), risp. alla procedura d’asilo (OSAR).
Secondo il Cantone GE, il fermo proposto genererebbe maggiori oneri finanziari per i tribunali cantonali. Anche questa conseguenza finanziaria per i Cantoni andrebbe, pertanto, considerata. Il PSS chiede che le persone interessate godano di un trattamento adeguato nei centri di partenza. L’USS chiede che la modifica di legge proposta riguardante il fermo sia semplicemente stralciata. Secondo l’USS, una cosiddetta immigrazione indesiderata non costituisce un motivo legittimo per irrogare una pena detentiva.
Il Cantone ZH chiede che, oltre alle modifiche proposte per quanto riguarda il fermo, l’articolo 73 capoverso 1 lettera b sia integrato come segue: «accertarne l’identità o la cittadinanza, se a tal fine sia necessaria la loro cooperazione e se sinora non abbiano contribuito attivamente all’accertamento della loro identità». Il Canton ZH motiva questa proposta affermando che, secondo la giurisprudenza del Tribunale amministrativo del Cantone di Zurigo, un tale fermo è applicabile solo se l’interessato ha omesso almeno una volta di ottemperare a una citazione a comparire senza motivo scusabile o ha almeno espresso chiaramente la sua intenzione di non ottemperarvi. Siccome in molti casi gli accertamenti dell’identità sono svolti dalle rappresentanze dei (possibili) Paesi di provenienza soltanto una volta all’anno o addirittura meno di una volta all’anno, anche l’esecuzione dell’allontanamento delle persone tenute a lasciare la Svizzera rimarrebbe a lungo bloccato.