Rapporto sui risultati

Consultazione 2019/83: Modifica della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione in attuazione del «Piano d'azione Gestione integrata delle frontiere» e per garantire un aiuto finanziario ai Cantoni che gestiscono centri di partenza alla frontiera svizzera · 22 pagine

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Rapporto sui risultati della consultazione concernente l’attuazione del «Piano d’azione gestione integrata delle frontiere» e l’aiuto finanziario ai Cantoni che gestiscono centri di partenza alla frontiera svizzera

situazione economica generata dalla crisi sanitaria per il COVID-19, un deterioramento delle condizioni generali per l’aviazione sarebbe, peraltro, fatale. Trova inoltre incomprensibile che, nel quadro dell’avamprogetto, la Confederazione abbia rinunciato a un’analisi d’impatto della regolamentazione (AIR). A fronte della portata economica per singole imprese, sarebbe stato opportuno procedere a un’AIR semplice. Qualora la SEM abbia vagliato tale eventualità nel quadro dei propri lavori e sia giunta a un’altra conclusione, avrebbe perlomeno dovuto farne menzione specifica nel rapporto esplicativo e fornire una pertinente motivazione.

Il Cantone NW rileva che, in virtù della nuova regolamentazione delle categorie di aerodromi, l’aerodromo di Buochs potrebbe essere qualificato «aerodromo che costituisce frontiera esterna Schengen». Ne conseguirebbe l’obbligo di attenersi alle pertinenti disposizioni in materia di costruzione, cosa che per diversi motivi appare impossibile (passaggio di selvaggina, protezione della natura, gestione delle superfici, ecc.). Pertanto deve assolutamente essere possibile, per aerodromi di piccole dimensioni, continuare a garantire la sicurezza alla frontiera con misure edili ridotte. È ad esempio pensabile limitare il numero di persone per volo in modo da garantire che i passeggeri che entrano nel Paese possano essere trasferiti dall’aereo alle infrastrutture aeroportuali a cura della polizia. Ciò è particolarmente importante, poiché la maggior parte dei voli non Schengen sono voli di trasferimento verso l’esercizio di manutenzione della Pilatus Flugzeugwerke AG. Dal punto di vista dell’aerodromo di Buochs è importante che continuino a poter essere effettuati voli non Schengen. Per gli aerodromi di piccole dimensioni è molto difficile mettere a disposizione le necessarie risorse di personale. Pertanto il Cantone NW propone che venga creata una base legale che consenta agli aerodromi che costituiscono frontiera esterna Schengen di imporre un obbligo di notifica, in modo da poter convocare il personale necessario per i controlli. Il Cantone Vallese osserva che la Brexit comporta importanti cambiamenti per gli aerodromi di piccole dimensioni a bassa intensità di circolazione. La Confederazione dovrebbe mostrarsi flessibile e comprensiva prima di intervenire sulla base delle nuove disposizioni.

La SIAA (analogamente a GVA) propone la seguente riformulazione dell’articolo 95a nel caso in cui il capoverso 1 non venga stralciato: «Il gerente di un aerodromo che costituisce frontiera esterna Schengen è tenuto a garantire i processi gestionali necessari in vista dello svolgimento ordinato delle verifiche di frontiera, ad adottare le misure edilizie del caso nonché a mettere gratuitamente a disposizione i locali necessari, sempreché ciò non ostacoli l’esercizio aeroportuale. La Confederazione si fa carico dei costi.» L’ASA propone eventualmente di sostituire la parola «gratuitamente» nei capoversi 1, 2 e 4 e di inserire al suo posto un modello di copertura dei costi che preveda l’assunzione dei costi da parte della Confederazione.

Capoverso 1 Garanzia dei processi gestionali necessari e adozione delle misure edilizie del caso nonché messa a disposizione gratuita dei locali necessari

Aviationsuisse, FZAG e SIAA (come del resto anche l’UDC) ritengono che le verifiche di frontiera costituiscano un compito di sicurezza sovrano, per cui dovrebbero sostanzialmente essere finanziate dallo Stato. A questo proposito FZAG afferma di sostenere già oggi costi dell’ordine di 34 milioni di franchi per compiti di sicurezza sovrani (p.es. pattugliamenti di polizia per garantire la protezione perimetrale); il ricavo annuo grazie alla superficie affittata alla polizia cantonale zurighese ammonta a circa 1,1 milioni di franchi. Stando a UDC, FZAG e SIAA, i gerenti aeroportuali devono continuare ad avere la possibilità di rifinanziare parte dei costi di infrastruttura derivanti dalle verifiche di frontiera grazie a locazioni alle autorità competenti. Secondo l’UDC non vi è motivo di cambiare checchessia a questa ripartizione dei costi; men che meno a carico dei gerenti che vivono una situazione di concorrenza internazio-