Rapporto OPSR
Consultazione 2021/12: Pachetto d'ordinanze in materie ambientale, primavera 2022 · 17 pagine
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Pacchetto di ordinanze in materia ambientale, primavera 2022 Rapporto esplicativo Consultazione OPSR
Dal punto di vista legale alcune sostanze estranee possono essere anche sostanze nocive. Menzionare in modo esplicito il tenore di sostanze estranee in questo articolo ha lo scopo di promuovere la certezza del diritto e una migliore comprensione, facilitando l’attuazione. Dando visibilità alla problematica delle sostanze estranee, si fa inoltre appello alla responsabilità dei produttori e si rafforza ulteriormente il pensiero dell’economia circolare.
4.4 Divieto di deposito di asfalto di demolizione (art. 52 cpv. 2 e 3, all. 5 n. 2.1 lett. e e g).
La messa in atto di un’economia circolare presuppone l’esistenza di filiere di valorizzazione efficienti per la reintroduzione dei rifiuti di cantiere nel flusso dei materiali di costruzione. In un futuro immediato, l’aumento dei tassi di granulati riciclati nei rivestimenti stradali e la costruzione di nuovi impianti di trattamento per i quantitativi in eccesso consentirà di considerare obsoleto il conferimento in discarica di rifiuti bituminosi.
Peraltro, lo spazio disponibile nelle discariche esistenti si riduce in misura considerevole e costituisce un problema ricorrente in numerosi Cantoni. Per tale ragione è opportuno ridurre la pressione sui siti di deposito per garantire a lungo termine la possibilità di depositarvi materiali difficilmente valorizzabili, ciò che non è il caso dei rifiuti bituminosi.
La costruzione di nuove discariche di tipo B o E è difficile dal punto di vista politico dal momento che si tratta di un tema particolarmente sensibile per i Comuni e gli abitanti della zona circostante. E generalmente ci vogliono anni prima di portare a termine un progetto. L’aumento del numero di siti di deposito avrebbe, per decenni, un forte impatto sulla protezione del paesaggio. Il trasporto, la manutenzione e il conferimento di materiale in discarica producono emissioni ingenti di CO2, generano rumori e pregiudicano la qualità dell’aria (polveri, gas di scarico ecc.). Un aumento del numero di siti di deposito metterebbe anche un freno alle volontà pubbliche o private di sviluppare la tecnologia necessaria per il trattamento dei rifiuti bituminosi e per la chiusura del ciclo di questo materiale.
Secondo l’articolo 12 OPSR, «il contenuto energetico o materiale dei rifiuti dev’essere riciclato se il riciclaggio garantisce un minor inquinamento dell’ambiente rispetto ad altri metodi di smaltimento [...]». Un confronto degli ecobilanci del conferimento in discarica e della valorizzazione materiale indica già chiaramente che il riciclaggio dei rifiuti bituminosi è più rispettoso dell’ambiente
Rifiuti bituminosi con una concentrazione di PAH > 250mg/kg
Il testo attuale dell’articolo 52 numero 2 dell’OPSR prevede già un divieto di deposito dei materiali bituminosi con una concentrazione di PAH superiore a 250 mg/kg in una discarica di tipo E dal1° gennaio 2026. Questi rifiuti dovranno quindi essere obbligatoriamente trattati per essere valorizzati. Si tratterà di circa 500 000 t/anno di rifiuti bituminosi inquinati da esportare verso impianti di trattamento situati nei Paesi Bassi o da trattare in un nuovo impianto in Svizzera. Attualmente l’esportazione di rifiuti bituminosi con un tenore di PAH superiore a 250mg/kg ammonta a circa 100 000 t/anno. Questa differenza di volume si spiega con il fatto che oggi, e fino al 31 dicembre 2025, i rifiuti bituminosi con una concentrazione di PAH compresa tra 250 e 1000 mg al kg possono ancora essere valorizzati nel rivestimento stradale a certe condizioni (art. 52 cpv. 1 OPSR). Questa disposizione transitoria limita i materiali esportati attualmente alla frazione più inquinata (generalmente quindi a più di 1000 mg/kg PAH).
Si propone di modificare l’articolo 52 capoverso 2 in modo da concedere un margine di manovra di altri cinque anni agli attori privati per mettere a punto delle filiere di trattamento adeguate in Svizzera. L’aggiunta di questo dettaglio è auspicata in seguito alla presentazione dei risultati di un vasto studio realizzato in due fasi rispettivamente dagli uffici Energie- und Ressourcen-Management GmbH e CSD. Questo lavoro aveva come obiettivo di valutare a) i flussi di rifiuti
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