Rapporto sui risultati

Consultazione 2021/43: Legge federale sullo sgravio delle imprese dai costi normativi (Legge sullo sgravio delle imprese) · 20 pagine

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Degli 82 partecipanti, 14 (17 %) sono contrari o perlomeno critici nei confronti della LSgrI: il PSS, otto Cantoni, due organizzazioni di tutela dei consumatori, due sindacati e il Gewerbeverein. I Verdi hanno rinunciato a esprimere un parere.

Pareri pervenuti

Cantoni 7 11 35

Partiti 1 41

Comuni, città 11

e regioni di montagna Economia 11 17 1 1 Altri 2 13 12

Totale 22 46 59

0% 10% 20% 30% 40% 50% 60% 70% 80% 90% 100%

Favorevoli Favorevoli con proposte di modifica

Critici, ma non esplicitamente contrari Contrari

Figura 1: Visione d’insieme dei pareri pervenuti

4.1 Cantoni

Il progetto di legge è sostenuto da 18 dei 26 Cantoni (69 %), sette dei quali (GL, GR, NW, SH, SO, TI, VS) sono favorevoli senza riserve. Tra gli argomenti più frequenti a favore della LSgrI ricorrono il crescente aggravio delle imprese e la salvaguardia o il miglioramento dell’attrattiva della piazza economica svizzera. Undici Cantoni (AG, AI, AR, BS, FR, JU, OW, SG, VD, ZG, ZH) sono sostanzialmente a favore della LSgrI, ma nei loro pareri hanno formulato proposte di modifica o riserve nei confronti di alcune disposizioni (cfr. cap. 5). AG, FR e VD, per esempio, rimarcano che gli oneri correlati all’esecuzione non devono essere troppo elevati perché il rapporto costi-benefici sia favorevole. OW chiede di introdurre la regola one in, one out, in base alla quale a ogni nuova normativa deve corrispondere l’abrogazione di una normativa comparabile in vigore, ZG auspica a sua volta un obiettivo di riduzione quantitativo che sia vincolante. ZH chiede una migliore armonizzazione tra le Direttive AIR e la LSgrI, secondo SG il rapporto con il freno alla regolamentazione dovrebbe risultare ancora più esplicito.

Otto dei 26 Cantoni sono contrari: cinque lo respingono e tre sollevano critiche. Tre Cantoni (GE, LU e NE) si esprimono criticamente sul progetto di legge, ma non vi si oppongono espressamente. GE deplora l’assenza di un organo di controllo indipendente che verifichi i costi normativi e, quindi, garantisca maggiore oggettività e un’analisi macroeconomica a più ampio raggio. LU ritiene che la legge sia troppo corposa e dettagliata, pertanto è necessario ridurre la portata della regolamentazione e la densità normativa oppure verificare se, per snellire la legislazione, non sia possibile integrare le disposizioni in altri atti normativi (p. es. nella legge sul Parlamento) piuttosto che creare una legge a sé stante. NE esprime una critica analoga: la LSgrI dovrebbe incentivare piuttosto che obbligare e stabilire regole generali senza eccedere con i dettagli.

La LSgrI è respinta da cinque Cantoni (BE, BL, SZ, TG e UR) che, da un lato, la ritengono superflua, in quanto oggi le imprese e le associazioni economiche possono già partecipare al processo legislativo e, a livello di Confederazione, esistono già le Direttive AIR, dall’altro criticano anche il rapporto costibenefici del progetto. TG si spinge addirittura oltre e si oppone alla competenza della Confederazione in considerazione della struttura federalistica dello Stato.