Rapporto sui risultati
Consultazione 2021/43: Legge federale sullo sgravio delle imprese dai costi normativi (Legge sullo sgravio delle imprese) · 20 pagine
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Tre associazioni che si occupano di digitalizzazione (eAVS/AI, eGov CH e Swissdec), pur dichiarandosi favorevoli alla LSgrI, formulano riserve e proposte in merito all’articolo 8 (piattaforma centralizzata, cfr. capitolo 5.7), anche se in linea di principio sono propense a un disciplinamento a livello di legge della piattaforma centralizzata.
La Stiftung für Konsumentenschutz (SKS) e la Fédération romande des consommateurs (FRC)
respingono il progetto di legge. La SKS lo ritiene inutile e persino controproducente, poiché può dare adito a un’incertezza del diritto, inoltre l’onere implicato dalla valutazione è eccessivo e comporta costi troppo elevati.
I quattro pareri formulati da imprese e privati sono favorevoli, ma anch’essi contengono proposte di modifica e alcune riserve. La Posta Svizzera SA (Posta) giudica positivamente gli sforzi di ridurre l’onere amministrativo che grava sulle imprese e promuovere la digitalizzazione, tuttavia rimarca che la LSgrI avrà un notevole impatto sulla sua attività poiché l’introduzione o l’uso intensificato di una piattaforma centralizzata produrrà un sostanziale calo del fatturato nei settori delle lettere e di «IncaMail». Raiffeisen Svizzera società cooperativa (Raiffeisen) prevede che la maggiore produttività conseguita grazie alla LSgrI consentirà di aumentare le entrate fiscali a favore della Confederazione, ma chiede che sia istituito un organo di controllo esterno per verificare le analisi d’impatto della regolamentazione. Reputa inoltre che il recepimento della normativa UE, solitamente molto dettagliata, offra un ulteriore potenziale di sgravio se sarà adottata sulla base dei principi. Lo studio legale Kellerhals Carrard propone di formulare nella LSgrI un obiettivo di riduzione quantitativo, in termini assoluti o relativi, per esempio puntando a collocare la Svizzera tra i primi dieci Paesi nella classifica sulla facilità di fare impresa (Ease of Doing Business Index) stilata dalla Banca Mondiale.
Un privato si dichiara favorevole al progetto di legge e auspica che, nell’attività normale, i privati e le microimprese possano fare fronte alle prescrizioni normative senza dover ricorrere al supporto di professionisti esterni e che la LSgrI sia opportunamente estesa ai privati.
Degli otto organismi regionali, due sono favorevoli senza riserve, cinque esprimono un consenso di massima e uno solleva critiche. La Fédération des Entreprises Romandes (FER) e la Chambre vaudoise du commerce et de l'industrie (CVCI) non avanzano proposte di modifica. La CVCI non crede che le misure proposte risolvano interamente il problema dell’elevata densità normativa, tuttavia spera che possano avere un certo effetto preventivo nell’elaborazione dei nuovi atti legislativi. La Industrie- und Handelskammer Zentralschweiz (IHZ) esorta a redigere un progetto di legge semplice, senza sovraccaricarlo di contenuti. Inoltre rimarca la necessità di sancire un obiettivo di riduzione vincolante e di istituire un organo di controllo esterno. Anche l’Arbeitsgruppe Berggebiet (AGB) chiede un organo di controllo indipendente, esterno all’Amministrazione, unitamente al Centre Patronal (CP) e
alla Chambre de commerce, d’industrie et des services de Genève (CCIG). La CCIG auspica inoltre
che la LSgrI sia presa in considerazione pure nei Cantoni che non sono dotati di un simile strumento, poiché il quadro normativo cantonale è molto denso e, talora, ridondante. Anche la Walliser Industrie- und Handelskammer (WIHK) riscontra la necessità di intervenire per sgravare le imprese ed esorta addirittura a un profondo cambiamento culturale: deve valere sempre la presunzione di innocenza evitando di sospettare sistematicamente delle imprese. Le regolamentazioni devono essere ridotte al minimo sottoponendo ognuna a una verifica obbligatoria e oggettiva. Il Gewerbeverein solleva critiche nei confronti della LSgrI, ma non vi si oppone espressamente. Condivide l’obiettivo del progetto di legge che tuttavia, nella sua forma attuale, contribuisce non tanto a sgravare le imprese, ma piuttosto a creare un pesante apparato burocratico.
4.6 Ulteriori richieste
Diciotto pareri chiedono che nella LSgrI sia introdotto un «organo di controllo indipendente». Secondo
la maggioranza di essi (PLR, PVL, costruzionesvizzera, EIT.swiss, CBD, UBCS, GSRM, USC, AGB,
Forum PMI, Raiffeisen), questo organo deve verificare le analisi d’impatto della regolamentazione presentate dall’Amministrazione, ossia l’attenzione non dovrà essere rivolta solo ai costi normativi, ma anche considerare altri elementi, in particolare i benefici, la necessità di intervenire e le alternative. Sei partecipanti (USI, FS, ASIPG, Swiss Banking, CCIG, CP) ritengono che la verifica si debba limitare ai costi normativi. GE solleva critiche nei confronti della LSgrI e deplora che non sia stato previsto un 8/20