Rapporto sui risultati
Consultazione 2021/43: Legge federale sullo sgravio delle imprese dai costi normativi (Legge sullo sgravio delle imprese) · 20 pagine
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Le disposizioni concernenti la piattaforma centralizzata di cui all’articolo 8 hanno suscitato un ampio dibattito sia tra i fautori sia tra i contrari. Diciannove Cantoni (AG, AI, AR, BS, FR, GE, GL, GR, JU, LU, NE, OW, SG, SO, SZ, TI, UR, VD e ZH), tra cui due (SZ e UR) che respingono in toto la LSgrI, accolgono in linea di principio con favore il disciplinamento in una legge della piattaforma centralizzata, che agevola gli sforzi di digitalizzazione dello Stato a tutti i livelli e ha un notevole potenziale di riduzione dei costi amministrativi a carico delle PMI. D’altro canto BE, BL e TG, che respingono il progetto di legge posto in consultazione, sono generalmente contrari anche alle disposizioni relative alla piattaforma centralizzata. Secondo BE e TG esse non dovrebbero essere oggetto di una legge che si occupa dello sgravio delle imprese, ma di un progetto più generale sulla digitalizzazione, per esempio della legge federale concernente l’impiego di mezzi elettronici per l’adempimento dei compiti delle autorità (LMeCA). La regolamentazione prevista è inoltre ritenuta non opportuna e difficilmente comprensibile anche in considerazione dei rimandi alla LMeCA. BL, pur accogliendo con favore un coordinamento e una collaborazione maggiori nell’ulteriore sviluppo e nel potenziamento della piattaforma centralizzata, ritiene che l’organizzazione «Amministrazione digitale Svizzera» (ADS) costituisca la base necessaria. Undici Cantoni respingono gli obblighi sanciti nel quadro dell’esecuzione del diritto federale (AG, AR, BL, BS GE, LU, SZ, TG, ZH) o esprimono critiche al riguardo (AI, VD). Sette Cantoni (AG, AR, BL, BS, GE, LU e ZH) giustificano il rifiuto facendo riferimento al proprio parere espresso nella consultazione concernente la LMeCA e alle preoccupazioni espresse in quella sede per l’ampia ingerenza nella loro autonomia esecutiva. SZ e TG richiamano le offerte esistenti nell’ambito delle assicurazioni sociali che sarebbero messe in discussione dall’obbligo di offrire i servizi amministrativi sulla piattaforma centralizzata.
4.2 Partiti
L’Alleanza del Centro è favorevole alla LSgrI. Anche UDC, PLR, PVL e PEV approvano il progetto, ma hanno proposto diverse modifiche o integrazioni (cfr. capitolo 5). Il PSS, invece, lo respinge e i Verdi hanno rinunciato a esprimere un parere.
L’AdC approva il progetto posto in consultazione senza chiedere modifiche, tuttavia invita a vigilare affinché l’attuazione della LSgrI non generi nuovi costi o crei ostacoli burocratici per le imprese e l’onere amministrativo che ne consegue non sia sproporzionato per l’Amministrazione.
L’UDC accoglie con favore la LSgrI poiché la sempre maggiore densità normativa evidenzia l’impellente necessità di intervenire. Oltre agli strumenti proposti, chiede di verificare tra l’altro le cosiddette clausole sunset, che pongono un limite temporale alla validità delle norme giuridiche.
Anche il PLR è favorevole alla LSgrI, tuttavia rimarca che la sua attuazione è opportuna solo se combinata con il freno alla regolamentazione (in merito alla quale si è svolta una procedura di consultazione in parallelo). Inoltre critica aspramente il fatto che la stima dei costi normativi competa di volta in volta all’unità dell’Amministrazione federale responsabile di elaborare l’atto normativo (cfr. anche il cap. 5.3). Non viene quindi dato seguito alla richiesta di un organo di controllo indipendente formulata da tempo dal PLR e sostenuta anche dall’attuale iniziativa 19.402 della CET-S («Analisi indipendente dell’impatto della regolamentazione»).
Il PVL è sostanzialmente favorevole alla LSgrI, tuttavia chiede che sia istituito un organo di controllo indipendente incaricato di verificare le analisi d’impatto della regolamentazione (AIR) e le stime dei costi normativi con l’obiettivo di migliorarne la qualità e la completezza.
Anche il PEV esprime un sostanziale consenso, tuttavia si chiede se conseguire l’obiettivo di una regolamentazione meno gravosa e attuare le misure proposte non siano possibili anche con una guida, piuttosto che con una nuova legge.
Il PSS, invece, è contrario alla LSgrI, perché prima di tutto non ne vede l’utilità, secondariamente i risultati degli sforzi sinora compiuti per ridurre i costi normativi sono modesti nonostante l’onere elevato sostenuto dall’Amministrazione. Al presente progetto di legge riconosce dunque solo scarse possibilità di successo, poiché si tenta di combattere la burocrazia appesantendo ulteriormente l’apparato burocratico. 6/20