Rapporto sui risultati
Consultazione 2023/100: Revisione parziale della LAVS: adeguamento delle rendite per superstiti · 26 pagine
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Secondo l’USI, l’impostazione basata sulle nuove realtà di vita è una scelta sensata. Approva le modifiche, in quanto ritiene che la soluzione prevista permetta di adeguare le prestazioni all’evoluzione della società. L’USAM sostiene la volontà del Consiglio federale di adeguare aspetti fondamentali del sistema delle rendite per superstiti.
L’USS apprezza che si ponga fine alla discriminazione. Di principio si dichiara favorevole alla rendita transitoria e alle misure per i casi di rigore, ma considera insoddisfacente la loro impostazione concreta. Critica invece il taglio delle prestazioni a favore delle casse federali e la soppressione delle rendite correnti.
Per Travail.Suisse è giusto che la discriminazione tra i sessi venga eliminata, e che a donne e uomini vengano riconosciuti gli stessi diritti alle rendite di vedovanza. Tuttavia, si dichiara contrario al proposto smantellamento delle rendite per vedove. Con la parificazione delle prestazioni, si aspetta che i diritti dei vedovi vengano adeguati a quelli delle vedove e che non venga operato un livellamento verso il basso.
Altre organizzazioni e altri partecipanti alla consultazione
CCCC, ACCP e FER sostengono le proposte formulate nel progetto e sposano le motivazioni e argomentazioni sviluppate nel rapporto esplicativo. Pro Senectute approva la revisione proposta salvo qualche punto sviluppato nel presente rapporto.
#65NoPeanuts!, Alliance F, FER, CSP, ADF, UNIGE, AURORA, FSFM e Suva apprezzano la volontà
di eliminare una discriminazione e introdurre pari diritti per donne e uomini. CFQF, FPS, NGO, USDCR, ASA, LOS, COFF e SKF approvano il principio secondo cui vedove e vedovi devono avere diritto alle stesse prestazioni sociali. CCCC, ACCP, FER, CDOS e Suva si rallegrano del fatto che il Consiglio federale voglia adeguare il diritto sociale all’evoluzione della struttura familiare e della società, tenendo conto della partecipazione attiva delle donne al mondo del lavoro. FARES apprezza il miglioramento della situazione dei padri vedovi. La Cassa suppletiva LAINF ritiene che l’avamprogetto rappresenti una soluzione semplice e pragmatica e si dichiara favorevole alla riforma, in particolare al disciplinamento in materia di assicurazione contro gli infortuni (AINF).
L’ASA apprezza che l’avamprogetto tenga conto dello spirito dei tempi, ma critica il disciplinamento previsto in materia di AINF. GT-Retraites, #NoPeanuts!, AVIVO, PFS, CSP, FARES, ASIP, Freikirchen.ch e AURORA non sostengono l’avamprogetto posto in consultazione. Secondo #NoPeanuts!, GT-Retraites e CSP, il progetto penalizza gravemente le superstiti, che in genere si ritrovano in una situazione economica meno favorevole rispetto ai vedovi, segnatamente a causa della ripartizione dei ruoli all’interno della famiglia e al fatto di lavorare a tempo parziale, com’è tuttora il caso per la maggior parte delle donne. GT-Retraites e ADF si oppongono a una degradazione della situazione delle donne con il pretesto della parità. AVIVO, GT-Retraites e CSP ritengono che la condanna da parte della Corte EDU avrebbe dovuto consentire di aumentare le rendite per vedovi parificandole al livello delle rendite per vedove.
L’ADF auspica, invece dell’avamprogetto in discussione, un reale miglioramento della situazione delle donne in materia di rendite vedovili e per superstiti, e rimanda ai pareri dettagliati di AURORA e USS. AURORA e FSFM ritengono che l’avamprogetto proposto dal DFI non offra una soluzione socialmente accettabile. Secondo FARES con questo progetto il Consiglio federale smantella ulteriormente la protezione sociale prevista per le persone che vivono in situazioni difficili. Secondo PFS, il progetto di riforma garantisce soltanto un sostegno temporaneo ai superstiti durante la fase transitoria che segue un decesso, finché hanno figli a carico, e anche alle persone che rischiano la precarietà. Al di fuori di questi periodi della vita non sarà più versata alcuna rendita, e ciò potrebbe creare situazioni di precarietà nuove principalmente a scapito delle donne, che, come evidenziano le statistiche dell’Ufficio federale di statistica (UST), riducono la loro attività professionale per occuparsi della loro famiglia.