Rapporto sui risultati
Consultazione 2023/22: Modifica dell’ordinanza sulla legittimazione alle deduzioni fiscali per i contributi a forme di previdenza riconosciute (OPP 3) per l’attuazione della mozione Ettlin 19.3702 «Consentire il riscatto di prestazioni del pilastro 3a» · 20 pagine
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Altri interessati VEB, FiTi, B.T. K.R. StStK, CP F.F., AXA, CIC, Groupe Mutuel, Liberty, LKB, Forum PMI, Pens3a, Raiffeisen, VBSS, ABRS, ZürichInvest, Donne del Centro, PLR Donne
TOTALE 6 23 1127
Con 5 astensioni = 72
3.2 Risultati della consultazione in dettaglio
Molti partecipanti rinunciano a esprimersi in dettaglio sui singoli articoli. Per contro, molti di coloro che si oppongono al progetto, perché auspicano possibilità di riscatto più ampie, rimandano al parere dettagliato del VVS. Molti partecipanti che si dichiarano di principio contrari a riscatti nel pilastro 3a e approvano il progetto soltanto in quanto soluzione più moderata rimandano ai pareri più ampi della CDF e della CSI e per i dettagli rimandano a tali pareri. Questo gruppo di partecipanti è costituito soprattutto da Cantoni.
3.2.1 Art. 7a cpv. 1
Pareri contrari
Le condizioni per il riscatto definite all’articolo 7a capoverso 1 sono contestate, in toto e/o prevalentemente, dai 27 partecipanti che si oppongono al progetto in quanto troppo restrittivo (v. tabella sopra).
La disposizione secondo cui il riscatto può essere effettuato soltanto per compensare anni di contribuzione in cui l’assicurato era attivo professionalmente e percepiva un reddito soggetto all’AVS è contestata da 20 partecipanti7. Tale disciplinamento penalizzerebbe le persone che hanno dovuto sospendere la loro attività lucrativa per un certo periodo. Secondo quanto constatano Donne del Centro, PLR, PLR Donne e OW, queste persone sono in particolare donne che hanno effettuato pause nell’attività lavorativa per accudire i figli. I pagamenti retroattivi dovrebbero dunque essere consentiti anche per gli anni senza reddito soggetto all’AVS, come previsto dal Parlamento. Per di più, il disciplinamento in questione è in contrasto con le rivendicazioni della mozione, che chiede di rafforzare anche la previdenza delle persone che, non percependo un reddito soggetto all’AVS, non hanno potuto effettuare versamenti, per esempio gli indipendenti con mezzi finanziari insufficienti, come sottolineato dall’USAM. D’accordo con questa opinione, il Forum PMI sottolinea che diversi studi dimostrano che gli indipendenti rischiano spesso di non poter accumulare una previdenza adeguata e in seguito, in età avanzata, devono ricorrere alle prestazioni complementari. Gli incentivi creati dalla mozione ridurrebbero questo rischio in molti casi. L’obbligo di comprovare un reddito soggetto all’AVS per gli anni in cui è sorta una lacuna non è previsto né nell’AVS né nella previdenza professionale. Secondo l’ASIP, l’introduzione di tale obbligo nel pilastro 3a è incomprensibile e da respingere. Una simile soluzione penalizzerebbe modelli di vita e di lavoro correnti al giorno d’oggi (p. es. formazione e perfezionamento, periodo dedicato alla famiglia, lavoro a tempo parziale). Essa escluderebbe tutti coloro che hanno iniziato soltanto tardi la loro carriera professionale o l’hanno interrotta per un certo periodo.
Il termine decennale entro il quale possono essere colmate lacune contributive con riscatti retroattivi è contestato da 10 partecipanti8, che lo giudicano troppo restrittivo. Secondo l’USAM, tale limitazione del riscatto ai dieci anni precedenti è inammissibile, poiché l’autore della mozione ha fatto esplicitamente riferimento alla tabella dell’UFAS per il pilastro 3a. Come minimo bisognerebbe quindi poter effettuare
7 ASIP, AXA, B.T., Donne del Centro, EXPERTSuisse, PLR, FiTi, Groupe Mutuel, KGAST, OW, Pens3a, Raiffeisen, USI, USAM, TREUHANDSuisse, VEB, NE, ABRS, VVS, ZürichInvest.
8 ASIP, AXA, Donne del Centro, EXPERTSuisse, Groupe Mutuel, Pens3a, USAM, UDC, TREUHANDSuisse, VVS.