Rapporto sui risultati
Consultazione 2023/22: Modifica dell’ordinanza sulla legittimazione alle deduzioni fiscali per i contributi a forme di previdenza riconosciute (OPP 3) per l’attuazione della mozione Ettlin 19.3702 «Consentire il riscatto di prestazioni del pilastro 3a» · 20 pagine
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Pareri favorevoli
In linea con la CDF e con la CSI, 9 Cantoni approvano esplicitamente23 il disciplinamento transitorio. La disposizione proposta permette di evitare che persone vicine all’età di pensionamento effettuino riscatti nel pilastro 3a al momento dell’entrata in vigore della modifica dell’OPP 3 per poi richiedere poco dopo un versamento in capitale soggetto a imposizione fiscale agevolata.
3.3 Altri impulsi e osservazioni
VBSS, K.R. e NE chiedono che sia introdotto o applicato per analogia un periodo di attesa corrispondente a quello previsto all’articolo 79b capoverso 3 LPP per il 2° pilastro, e che pertanto anche in caso di riscatti nel pilastro 3a le relative «prestazioni» non possano essere erogate in forma di capitale prima della scadenza di un termine di tre anni. Questa soluzione permetterebbe di attuare elementi essenziali della mozione e del progetto e garantirebbe inoltre le necessarie restrizioni delle possibilità di ottimizzazione dell’onere fiscale (VBSS). Per contro, la CSI sottolinea che una disposizione analogica di questo tipo non è necessaria, poiché, da un lato, la stragrande maggioranza dei conti o delle polizze del pilastro 3a prevede il versamento in forma di capitale e non di rendite di vecchiaia e, dall’altro, l’importo massimo del riscatto è poco rilevante sul piano fiscale: in effetti, secondo il progetto esso corrisponde alla «piccola deduzione per il pilastro 3a» – quantunque le persone che non possiedono un 2° pilastro possano versare contributi ordinari più elevati (in questo senso si esprime anche la CDF). NE puntualizza inoltre che l’autorità fiscale, in assenza di un periodo di attesa previsto nell’ordinanza, rimane autorizzata a esaminare questo tipo di riscatti dal punto di vista dell’elusione fiscale.
VBSS e StStK chiedono di ammettere riscatti nel pilastro 3a soltanto se le possibilità di riscatto nel 2° pilastro sono esaurite o l’assicurato non è affiliato a un 2° pilastro (sussidiarietà del riscatto). Questa soluzione eviterebbe un’eventuale concorrenza con il 2° pilastro e permetterebbe di impedire che il miglioramento della previdenza individuale vada a discapito del 2° pilastro. Si tratta di una proposta di soluzione al problema sollevato da alcuni partecipanti come argomento principale contro l’attuazione di riscatti nel pilastro 3a (in questo senso si esprimono CP e FER). Una gran parte dei partecipanti allude a tale questione anche implicitamente, quando evoca che molti assicurati presentano già notevoli lacune nel 2° pilastro, o che non hanno ancora colmato tali lacune (ProSenectute, CDF). Ciò riguarderebbe in particolare gli assicurati che in passato non hanno conseguito un reddito soggetto all’AVS e dopo aver iniziato (ripreso) un’attività lucrativa dipendente si ritrovano con un considerevole potenziale di riscatto nel 2° pilastro. In subordine, occorrerebbe vietare i riscatti nel 2° pilastro e nel pilastro 3a nello stesso anno fiscale, per mitigare le perdite di gettito specialmente nella fase introduttiva (VBSS).
Pro Senectute e NW propongono, invece di introdurre una nuova misura per il riscatto nel pilastro 3a, di aumentare semplicemente i contributi ordinari. L’obiettivo consistente nel rafforzare la previdenza individuale potrebbe essere raggiunto più facilmente aumentando i versamenti massimi annui, corrispondenti attualmente a 7056 e a 35 280 franchi (in questo senso si esprime NW). In tal modo si eviterebbe in particolare un onere amministrativo inutile. In questo senso, Pro Senectute suggerisce di considerare l’eventualità di un controprogetto incentrato su un aumento dei contributi massimi annui. Questa soluzione rafforzerebbe il risparmio privato per la vecchiaia, come richiesto dalla mozione, senza causare, dopo l’entrata in vigore della modifica di ordinanza, perdite di gettito fiscale difficili da prevedere per la Confederazione, i Cantoni e i Comuni.
CP osserva che la situazione previdenziale della popolazione può essere migliorata più vantaggiosamente con altre misure che non l’introduzione di riscatti fiscalmente privilegiati nel pilastro 3a: «Preferiremmo un rafforzamento del 2° pilastro, per finanziare un sostentamento nell’età della pensione, anche per gli indipendenti. (...) Preferiremmo dunque una variante che prevedesse una deduzione percentuale dal reddito soggetto all’AVS, per esempio del 10 per cento. Il vantaggio di questa soluzione è che non faciliterebbe gli stratagemmi fiscali, ma favorirebbe in modo effettivo risparmi regolari durante tutta la carriera lavorativa» (trad.).
23 AI, AG, BE, BL, GE, NE, NW, VD, VS.