Rapporto esplicativo

Consultazione 2023/98: Approvazione dell’addendum all’accordo SAI relative a conti finanziari e dell’accordo SAI relative a cripto-asset, nonché delle modifiche alla Legge federale e all’Ordinanza sullo SAI internazionale a fini fiscali (LSAI e OSAIn) · 91 pagine

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che debbano assumere obblighi retroattivi, attenuando in questo modo le ripercussioni degli oneri aggiuntivi.

Scambio automatico di informazioni relative a cripto-attività

L’attuazione dello scambio automatico di informazioni relative a cripto-attività determina nuovi obblighi e, di conseguenza, genera maggiori oneri per i prestatori di servizi per le cripto-attività interessati. Si qualificano come prestatori di servizi per le criptoattività tenuti alla comunicazione le persone fisiche o gli enti che prestano, come attività economica, un servizio per eseguire operazioni di scambio (ovvero scambio tra criptoattività e monete fiduciarie o tra una o più tipologie di cripto-attività) per conto o su mandato di clienti, anche agendo come controparte o intermediari o mettendo a disposizione una piattaforma di negoziazione. I soggetti interessati sono quindi, tra gli altri, le piattaforme di negoziazione, i broker, i commercianti o i gestori di distributori automatici di cripto-valori. I soggetti potenzialmente interessati sono anche gli istituti finanziari tradizionali che già attuano lo scambio automatico di informazioni relative a conti finanziari, come per esempio le banche che offrono servizi nell’ambito dei cripto-valori (la quota di istituti finanziari attivi in questo ambito è in costante crescita). La definizione si basa sul concetto dei cosiddetti «virtual asset service provider» (VASP) (prestatori di servizi per le attività virtuali) del GAFI39. Attualmente esistono in Svizzera 30 banche e società di intermediazione mobiliare sottoposte a sorveglianza prudenziale che forniscono cripto-attività e circa 170 VASP assoggettati alla LRD sotto la vigilanza degli OAD.

I costi di attuazione risultano in primo luogo dai lavori di preparazione a livello giuridico e tecnico (p. es. obblighi di adeguata verifica in materia fiscale, formazioni per il personale, attività di informazione), dall’infrastruttura (soprattutto i sistemi informatici), dallo scambio e dalla garanzia della qualità dei dati nonché dai relativi costi per il personale. I costi potrebbero risultare inferiori rispetto a quelli sostenuti in fase di introduzione dello scambio automatico di informazioni relative a conti finanziari nel 2017 per via dell’elevata digitalizzazione dei prestatori di servizi per le cripto-attività interessati. I costi previsti si distinguono in base ai soggetti interessati. In considerazione dell’analisi di impatto della regolamentazione dell’UE relativa all’attuazione del CARF, per i grandi prestatori svizzeri di servizi per le cripto-attività tenuti alla comunicazione si stimano costi una tantum compresi tra 1,4 e 1,7 milioni di franchi per prestatore di servizi, che a seconda delle circostanze potrebbero risultare anche superiori (fino a fr. 2 mio. per prestatore di servizi), e costi ricorrenti tra i 120 000 e i 150 000 franchi all’anno per prestatore di servizi40. I prestatori di servizi più piccoli, che dovranno comunicare le informazioni solo sporadicamente o in pochi casi, lo faranno più che altro manualmente e saranno confrontati con costi per il personale altrettanto limitati.

5.3 Ripercussioni per l’economia

L’attuazione dello scambio automatico di informazioni conforme allo standard si prefigge di preservare la credibilità e l’integrità della piazza finanziaria svizzera nel contesto internazionale e di ottimizzare la certezza del diritto e di pianificazione. Le misure

39 Maggiori informazioni sono consultabili all’indirizzo: www.fatf-gafi.org/en/topics/virtual-assets.html.

40 Cfr. l’analisi di impatto della regolamentazione della Commissione europea relativa all’attuazione dello scambio automatico di informazioni relative a cripto-attività, SWD(2022) 401, consultabile all’indirizzo: https://ec.europa.eu/transparency/documents-register/. Questa analisi appare plausibile anche per la Svizzera. 84/91