Rapporto esplicativo

Consultazione 2025/72: Controprogetto indiretto all’iniziativa sui fuochi d’artificio – Iniziativa parlamentare 25.402 · 16 pagine

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2.2 Alternative esaminate

L’iniziativa sui fuochi d’artificio chiede una maggiore protezione delle persone, degli animali e dell’ambiente dal rumore e dalle altre emissioni causati dai fuochi d’artificio. In particolare, intende vietare sia la vendita a privati sia l’uso da parte di privati di fuochi d’artificio rumorosi. Attualmente non esiste una definizione riconosciuta di fuochi d’artificio rumorosi. In linea di principio, l’uso di ogni pezzo pirotecnico comporta rumori. Quanto più sono bruschi e improvvisi, tanto più possono essere fastidiosi. Il grado di disturbo o di dannosità dipende dunque non solo dal livello massimo di rumorosità, ma anche da altri fattori, tra cui la distanza, l’andamento, la frequenza e la durata del suono.

L’ordinanza del 27 novembre 20004 sugli esplosivi (OEspl) classifica i fuochi d’artificio nelle quattro categorie che vanno da F1 a F4 (allegato 1 OEspl). Le prescrizioni per l’immissione sul mercato di fuochi d’artificio sono state armonizzate con l’UE mediante il recepimento della direttiva 2013/29/UE5. Per una valutazione dei rischi, l’etichettatura dei fuochi d’artificio deve riportare le categorie da F1 a F4. Uno dei criteri della classificazione è il livello sonoro massimo consentito a una certa distanza. I fuochi d’artificio della categoria F1 producono un livello di rumorosità trascurabile, mentre quelli della categoria F2 un basso livello di rumorosità. Nel caso dei fuochi d’artificio delle categorie F3 e F4 il livello di rumorosità non nuoce alla salute umana se utilizzati in modo conforme alla loro destinazione. Tutte le categorie possono comprendere fuochi d’artificio considerati rumorosi. I lady cracker, ad esempio, fanno parte della categoria F1, ma possono produrre un livello massimo di pressione sonora di 120 decibel a un metro di distanza. In sintesi, si può tuttavia affermare che sono soprattutto le categorie F3 e F4 ad essere percepite come particolarmente rumorose.

Oltre al criterio del livello di rumorosità, la classificazione in categorie è definita in base al rischio potenziale6. Se utilizzati in modo conforme alla loro destinazione, i fuochi d’artificio della categoria F1 presentano un rischio potenziale molto ridotto, quelli della categoria F2 un rischio potenziale ridotto. Nel caso della categoria F3 il rischio potenziale è medio e della categoria F4 elevato. Il diritto vigente prevede l’obbligo di ottenere un permesso d’uso e un permesso d’acquisto soltanto per i fuochi d’artificio della categoria F4 (art. 12 cpv. 5 LEspl in combinato disposto con l’art. 47 cpv. 1 OEspl; art. 14 cpv. 2 LEspl in combinato disposto con l’art. 52 cpv. 6 OEspl). I permessi d’uso sono rilasciati in base a un esame (art. 51 cpv. 2 OEspl). I titolari di un permesso d’uso possono richiedere un permesso d’acquisto che consente loro di acquistare fuochi d’artificio per i quali è necessario tale permesso.

4 RS 941.411

5 La suddivisione si basa sull’articolo 6 della direttiva 2013/29/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 giugno 2013, concernente l’armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative alla messa a disposizione sul mercato di articoli pirotecnici (rifusione), GU L 178 del 28.6.2013, pagg. 27–65.

6 Secondo l’articolo 1 della direttiva 2013/29/UE (nota a piè di pagina 5) le norme ivi stabilite sono volte ad assicurare un livello elevato di protezione della salute umana e di sicurezza pubblica nonché la tutela e l’incolumità dei consumatori, e a tener conto degli aspetti pertinenti connessi alla protezione ambientale.