Rapporto sui risultati
Consultazione 2026/4: Modifica dell’ordinanza riguardante l’inventario federale degli insediamenti svizzeri da proteggere (OISOS) e dell’ordinanza sulla pianificazione del territorio (OPT) · 18 pagine
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dell’insediamento, evitando al contempo che ogni progetto di nuova costruzione rientri automaticamente nell’applicazione diretta a causa di un impianto solare.
Un partito (PLR) e sette organizzazioni (AES, costruzionesvizzera, EIT, ES, RWU, suissetec, usam) ritengono che il Consiglio federale stia andando nella giusta direzione, ma che dovrebbe proseguire su questa linea con maggiore coerenza e concedere più autonomia ai Cantoni e ai Comuni, ad esempio abolendo l’obbligo di autorizzazione per gli impianti solari. A loro avviso, i prodotti fotovoltaici oggi disponibili sul mercato offrono soluzioni ampiamente compatibili con la conservazione degli insediamenti e permettono, allo stesso tempo, di soddisfare le esigenze energetiche.
Due organizzazioni (Avocat Voisard, Franz Weber) si esprimono in termini particolarmente critici e raccomandano di rinunciare alla modifica proposta. Ritengono infatti che questa, dal punto di vista pratico, impedirebbe una ponderazione degli interessi completa, concreta ed efficace, mentre sul piano giuridico contravverrebbe al divieto sancito dalla legge (art. 18a, cpv. 3, secondo periodo LPT) di pregiudicare in modo sostanziale i monumenti culturali e naturali d’importanza cantonale o nazionale.
Vengono inoltre menzionati i seguenti punti:
− un Cantone (SH), un’associazione mantello (UCS) e tre organizzazioni (FSU, GPV ZH,
Stadt Zürich) chiedono al Consiglio federale di verificare l’opportunità di precisare nel testo dell’ordinanza o nel rapporto esplicativo se e a quali condizioni sia ancora possibile sostituire un impianto solare giunto al termine del suo ciclo di vita senza effettuare una ponderazione qualificata degli interessi;
− due Cantoni (OW, VS) e tre organizzazioni (EspaceSuisse, SIA, Swissolar) sottolineano
l’importanza di continuare ad applicare le disposizioni cantonali e comunali relative all’obbligo di autorizzazione edilizia, integrazione nella sostanza edilizia e protezione dell’insediamento, di modo che gli impianti solari siano integrati con cura nel contesto protetto anche se, di per sé, l’installazione avviene su un nuovo edificio o un edificio sostitutivo. A tal proposito, i sostenitori di questo parere auspicherebbero una guida all’esecuzione;
− un Cantone (AG) sottolinea che, nella prassi cantonale, bisognerà vigilare affinché le
demolizioni siano autorizzate solo in presenza dei presupposti necessari e non diventino una scappatoia per eludere l’applicazione diretta dell’ISOS;
− secondo un’associazione mantello (UCS) va regolamentato anche il modo di procedere
nel caso degli impianti solari indipendenti all’interno dei perimetri edificati e dei gruppi edilizi con obiettivo di conservazione «A».
6.5 Altre considerazioni
Di seguito sono riportati alcuni commenti che, pur non riferendosi direttamente alle modifiche proposte, sono comunque strettamente correlati:
− tre Cantoni (BL, FR, JU) e 13 organizzazioni (AP, ARS, AS, CSAC, DAH, FFS, GLP, RPC,
RPS, SAM, SSAS, VATG, VINTES) sottolineano che, oltre al progetto posto in consultazione, devono essere tempestivamente attuate anche le misure di accompagnamento decise durante la «Tavola rotonda ISOS» (cfr. misure 5, 6 e 7 del rapporto sulla «Tavola rotonda ISOS» del 26 giugno 2025) che non richiedono adeguamenti normativi e non sono quindi oggetto della consultazione;
− secondo un Cantone (BS), un’associazione mantello (ACS) e tre organizzazioni (asep, ES,
HEV), in generale sono necessarie ulteriori misure per rafforzare il consenso nei confronti dell’ISOS e trovare soluzioni pragmatiche per far fronte agli ostacoli ancora presenti. Nello specifico, i sostenitori di questo parere raccomandano di ampliare il metodo ISOS, di rivedere il metodo di rappresentazione e di distinguere in modo più chiaro i contenuti rispetto all’Inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali (IFP). Ritengono inoltre che l’inventariazione dovrebbe tenere conto anche delle trasformazioni in corso