Rapporto sui risultati
Consultazione 2002/9: Modifica della legge sulle telecomunicazioni e delle relative ordinanze d'esecuzione · 26 pagine
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2.2 Soppressione delle concessioni per i servizi di telecomunicazione (artt. 4-10)
La proposta di sopprimere l’obbligo di concessione per i servizi di telecomunicazione e di generalizzare l’obbligo di notifica (notifica dei servizi) raccoglie i consensi della maggior parte dei partecipanti che si sono espressi in merito (Cantoni: AG, BS, GE, GL, NE, UR, ZG, ZH; partiti politici: PPD, PLS, PLR; organizzazioni centrali: ASB, USAM; altre organizzazioni e associazioni: AES, Comco, CVCI, FRC, HEV, SAB, SICTA, USIE, VIT; altri partecipanti:
COLT, MCI WorldCom, Orange, Swisscom, UUNet). Altri non vi si oppongono in modo formale, ma ritengono che alcune categorie di fornitori non dovrebbero sottostare all’obbligo di notifica (SWINOG) o non dovrebbero vedersi imporre gli stessi obblighi (SIUG). LU è in linea di massima d’accordo, ma non è sicuro che si possa garantire il necessario controllo. Il TI, invece, ritiene che alcuni servizi d’importanza nazionale paragonabili al servizio
universale, come ad es. la telefonia mobile, dovrebbero continuare ad essere soggetti all’obbligo di concessione.
Gli oppositori adducono che il mantenimento dell’obbligo di concessione per i servizi
permetterebbe di garantire la fornitura di servizi di qualità alla popolazione e alle imprese (FSSC/Transfair); la sua abolizione è contraria all’art. 92 della Costituzione (USS) e impedirà di stabilire delle esigenze relative al diritto del lavoro (PS). Dal canto suo, l’UDF ritiene che il mercato svizzero non potrebbe più essere controllato e diverrebbe preda dei grandi gruppi stranieri.
L’art. 6 cpv. 1 (Requisiti per i fornitori di servizi di telecomunicazione) è stato al centro di numerosi commenti. Per il PLS e il PLR, i requisiti imposti alla lett. a (capacità tecniche) e b (rispettare il diritto applicabile) sono esagerati e dovrebbero essere soppressi. Per quanto riguarda la lett. c (osservare il diritto del lavoro e le condizioni di lavoro abituali del settore), Sunrise rileva l’importanza della sua applicazione a tutti i fornitori di servizi di
telecomunicazione. Per molti, quest’ultima disposizione dovrebbe essere abrogata (partiti politici: UDC; altre organizzazioni e associazioni: AES, SICTA, USIE, VIT; altri partecipanti: COLT, MCI WorldCom, Orange, UUNet), mentre altri vorrebbero invece rafforzarla con un obbligo di concludere dei contratti collettivi di lavoro (Cantoni: LU; partiti politici: PS;
organizzazioni centrali: FSSC/Transfair, USS) oppure proporre corsi di formazione
professionale come chiesto dall’iniziativa parlamentare Strahm (PS, SIC).
2.3 Rafforzamento degli obblighi dei fornitori che detengono una posizione dominante e dei poteri del regolatore (art. 3 e artt. 10a- 11b)
2.3.1 Regolamentazione ex ante
Con l’introduzione di una regolamentazione ex ante (definizione dei mercati rilevanti,
designazione dei fornitori che detengono una posizione dominante e approvazione delle offerte standard; art. 10a e art. 11 cpv. 1bis e 1ter) s’intende rafforzare i poteri d’intervento del regolatore nei casi in cui non si è instaurata una concorrenza efficace. Punto cardinale del progetto, la novità ha dato adito a numerosi commenti.
Partendo dalla constatazione che la situazione attuale è insoddisfacente e non ha dato buoni risultati, coloro che sono favorevoli ad una regolamentazione ex ante (Cantoni: BE, BL, BS, LU, SH, ZG, ZH; partiti politici: PPD, PLS, PLR; organizzazioni centrali: ASB, USC; altre organizzazioni e associazioni: AES, Comco, ComCom, CVCI, SI, SWICO, Switch, VIT; altri partecipanti: Cable & Wireless, COLT, MCI WorldCom, Sunrise, UUNet) sostengono in particolare che essa permette di evitare procedure lunghe e onerose e contribuisce alla necessaria trasparenza e sicurezza giuridica. Una costante sorveglianza dei mercati nel settore delle telecomunicazioni si rivela ancora più importante, poiché questi ultimi tendono ad evolvere molto rapidamente.