Rapporto sui risultati

Consultazione 2002/9: Modifica della legge sulle telecomunicazioni e delle relative ordinanze d'esecuzione · 26 pagine

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organizzazioni e associazioni: Comco, FRC, SI, SICTA, SIUG, USIE, VIT; altri partecipanti: allo.ch, COLT, MCI WorldCom, Orange, UUNet). Mentre la Comco reputa che questa

disposizione completerà in modo ottimale gli strumenti della legge sui cartelli creando una sicurezza giuridica benaccetta, la SICTA, l’USIE e COLT chiedono che sia esaminata la sua compatibilità con il diritto generale delle concorrenza. Questi ultimi propongono inoltre di precisare che l’art. 11b si riferisce anche ai servizi all’ingrosso, mentre Orange considera che l’obbligo dovrebbe valere solo per i servizi per i quali il fornitore occupa una posizione

dominante. Il SIUG e allo.ch formulano concrete proposte d’estensione di questa

disposizione a diversi casi particolari. Tra gli oppositori troviamo Swisscom e l’USS, i quali adducono che il divieto di raggruppare i servizi comporta delle inefficienze e rende difficile la fornitura a prezzi accessibili. Sottolineano inoltre che le pratiche in questione sono già state esaminate dalla Comco, la quale ha ritenuto che non ponevano alcun problema dal punto di vista della concorrenza. Non sarebbe dunque giustificato creare una regolamentazione settoriale, per di più contraria alla libertà contrattuale.

2.4 Ristrutturazione del servizio universale (art. 14-19b e art. 38)

Numerosi partecipanti hanno rilevato l’importanza di uno strumento che permetta di garantire la fornitura di un servizio universale all’insieme della popolazione svizzera, e in particolare alle regioni periferiche (Cantoni: AG, AR, BL, GL, JU, NW, OW, TI, UR, ZH; partiti politici: PLS, PLR; organizzazioni centrali: ASB, USAM; altre organizzazioni e associazioni: CASC, CVCI, HEV, SAB, SICTA, USIE; altri partecipanti: COLT). La maggior parte dei partecipanti considera che l’obbligo di concessione, rimasto invariato, sia il modo migliore per

raggiungere quest’obiettivo. Solamente il Cantone TG si chiede se non esista un metodo più efficace per garantire il servizio universale nell’ambito di una maggiore apertura del mercato. Altri formulano dubbi sull’equità di un sistema che esenta le grandi imprese (UDF) o che impone al concessionario del servizio universale oneri supplementari in materia di

concorrenza (PCS, USS e FSSC/Transfair).

La possibilità di ripartire le prestazioni del servizio universale tra più concessionari sia nella stessa zona di concessione che dal punto di vista geografico, è accolta favorevolmente da alcuni partecipanti, in particolare i fornitori di servizi di telecomunicazione (altre

organizzazioni e associazioni: HEV, VIT; altri partecipanti: MCI WorldCom, Swisscom,

UUNet), ma criticata da alcuni partiti politici (PCS, PS) e organizzazioni centrali

(FSSC/Transfair, SIC, USS), secondo i quali ciò renderà più difficile e meno trasparente l’attuazione dell’obbligo di servizio universale. Dal canto loro JU e NW sono in linea di principio favorevoli a quest’innovazione, a condizione che le regioni periferiche non ne subiscano le conseguenze e che sia garantito il coordinamento tra concessionari.

Per quanto concerne la procedura, NW propone di aggiungere il criterio dell’efficacia

finanziaria a quelli d’obiettività, di non discriminazione e di trasparenza, mentre Swisscom reputa che non si dovrebbe lasciare alla sola ComCom il compito di valutare l’opportunità di organizzare un’asta e suggerisce d’introdurre una procedura di preselezione.

L’unica vera innovazione riguardante la portata del servizio universale, ossia la competenza data al Consiglio federale d’imporre al concessionario di tenere un elenco universale, ha raccolto numerosi consensi (partiti politici: PLR; altre organizzazioni e associazioni: FRC, FSC, UCBC). Solo Swisscom vi si oppone. Diversi partecipanti sono del parere che il

servizio universale deve essere adattato alle tecnologie più recenti e comprendere i servizi a banda larga, l’accesso ad Internet o la telefonia mobile (Cantoni: NW, OW, UR, VS; partiti politici: PCS; altre organizzazioni e associazioni: FRC, SIUG).

Molti hanno dato il loro appoggio agli adattamenti apportati al sistema di finanziamento dei costi del servizio universale non coperti (artt. 19 e 38) (Cantoni: AG, BL, GL, UR; partiti politici: PS; altre organizzazioni e associazioni: FRC, SAB, SICTA, USIE, VIT; altri

partecipanti: COLT, MCI WorldCom, UUNet). Il SIUG considera tuttavia che la

partecipazione al finanziamento del servizio universale da parte di fornitori d’accesso ad