Rapporto esplicativo

Consultazione 2003/193: Legge federale concernente la tassa per l'utilizzazione delle strade nazionali · 15 pagine

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In Svizzera la vendita del contrassegno è ben organizzata. Presso i valichi autostradali essa causa a volte grandi intralci alla circolazione. La vendita e i controlli presso gli uffici doganali di confine competono principalmente al Corpo delle guardie di confine. A causa dei preminenti mandati di sicurezza e dell’aumento del traffico (+50% dall’introduzione del contrassegno), da tempo tali compiti non possono più essere svolti senza lacune.

I controlli concernenti l’osservanza dell’obbligo del contrassegno possono essere effettuati solo se il traffico è fermo, nelle immediate vicinanze delle autostrade, presso gli uffici doganali autostradali, le aree di servizio autostradali e i raccordi autostradali. Il rischio di essere controllati è minimo. A causa del sistema, è relativamente facile trasferire illecitamente il contrassegno da un veicolo ad un altro; tale operazione è difficilmente riconoscibile all’atto del controllo. I detentori esteri ritengono che la tassa annuale sia ingiusta, soprattutto se percorrono un breve tratto di autostrada o vi circolano per poco tempo. Essi non comprendono inoltre per quale motivo il contrassegno acquistato per una sola corsa attraverso la Svizzera non possa essere riutilizzato con un altro veicolo. Per tale motivo i contrassegni usati vengono frequentemente trasmessi a conoscenti oppure venduti attraverso Internet o annunci. La situazione si è inasprita da quando, nel 1997, l’Austria ha introdotto un contrassegno con diverse tariffe in base al periodo di tassazione e alle categorie dei veicoli. Bisogna inoltre partire dal presupposto che nell’ambito dell’attuale sistema di riscossione un eventuale rincaro comporterebbe un aumento della quota di abusi.

Da ampi rilevamenti (oltre 46'000 veicoli controllati) è emerso che circa il 5% dei veicoli non è munito di contrassegno. Inoltre, più del 5% dei contrassegni è utilizzato in modo illecito. Tale quota di abusi superiore al 10% corrisponde ad una perdita annua di 25-30 milioni di franchi.

A titolo di paragone, da un controllo analogo effettuato nel 2003 in Austria su 40'000 veicoli è emerso che circa il 4% (ovvero il 2% in meno rispetto all’anno precedente) era sprovvisto di contrassegno valido. Tale diminuzione è riconducibile principalmente alla realizzazione di posti multifunzionali di controllo del traffico (attualmente cinque). Dall’inizio del 2004, 130 sorveglianti circolano con 40 veicoli per scoprire i delitti concernenti il pedaggio e il contrassegno, consentendo così di ridurre la quota degli abusi.

Il grafico qui appresso mostra la chiara divergenza tra le cifre di vendita da un canto e i veicoli assoggettati alla tassa nonché il forte aumento del traffico sulle strade nazionali d’altro canto. Ne consegue che la vendita dei contrassegni non si evolve allo stesso ritmo del volume del traffico. È probabile che nei prossimi anni le entrate diminuiranno ancora di più.