Rapporto esplicativo

Consultazione 2004/100: Progetto di legislazione sul traffico merci · 168 pagine

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4 . 2 . 3 . 6 M i s u r e a l t e r n a t i v e e m i s u r e r e s p i n t e

Nei lavori preliminari al presente progetto di legislazione sono state esaminate anche le seguenti misure alternative e le loro ripercussioni sui trasporti e sulle finanze.

Introduzione di nuove misure fiscali senza coordinamento con l’UE

Se si anticipasse l’introduzione di nuove misure fiscali quali la tassa sul transito alpino (oltre il livello previsto dall’Accordo sui trasporti terrestri) e/o una borsa dei transiti alpini, rinunciando a coordinare tale misura a livello internazionale, l’obiettivo di trasferimento potrebbe certamente essere raggiunto prima del 2017. In teoria, i mezzi necessari per finanziare il trasporto di merci su rotaia potrebbero allora essere ridotti molto rapidamente e si potrebbe rinunciare a un sostegno della ferrovia parallelamente alla borsa o alla tassa dei transiti alpini. Tuttavia il Consiglio federale ritiene che questa soluzione vada respinta a priori sia per motivi giuridici sia segnatamente per le ripercussioni che essa avrebbe sulla politica estera del nostro Paese e a livello di politica interna. Ci si dovrebbe infatti attendere misure di ritorsione da parte dell’UE con conseguenze nefaste per l’economia svizzera. Lo stesso vale per l’introduzione di siffatte misure limitatamente ai viaggi di transito (da confine a confine).

Utilizzo gratuito dei tracciati per il traffico merci

È stata esaminata anche la possibilità di un azzeramento generale del prezzo dei tracciati per il traffico merci, cioè la messa a disposizione gratuita dei tracciati per il traffico merci. I tracciati sono il fattore iniziale più importante per il traffico merci; la riduzione dei relativi prezzi andrebbe a vantaggio non soltanto del traffico combinato ma anche del trasporto a carri completi. Tecnicamente sarebbe possibile limitare la misura ai trasporti transalpini.

Una strategia di trasferimento di questo tipo porterebbe tuttavia a una ripartizione completamente diversa, non auspicabile, dei flussi finanziari nel mercato ferroviario. Innanzitutto i gestori dell’infrastruttura subirebbero una forte diminuzione delle entrate che dovrebbe essere compensata mediante indennità di altro genere. Inoltre dal punto di vista dell’effetto di trasferimento questa misura appare troppo poco differenziata dato che i vettori di trasporto che oggi già si svolgono su rotaia e che riescono a coprire i costi – come è il caso per la maggior parte del traffico a carri completi – usufruirebbero delle medesime agevolazioni concesse ai vettori che hanno un potenziale di trasferimento maggiore e che pertanto andrebbero sostenuti maggiormente. D’altronde per la maggior parte del traffico combinato questa misura non sarebbe nemmeno sufficiente poiché questo settore percepisce oggi indennità che superano i prezzi per i tracciati sulla rete svizzera.

Infine, oltre all’offerta di tracciati gratuiti sarebbe necessaria una definizione completamente diversa delle priorità nell’allestimento degli orari e nell’esercizio che andrebbe a favore del