Rapporto sui risultati

Consultazione 2004/102: Legge federale sulla geoinformazione (Legge sulla geoinformazione, LGI) · 21 pagine

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Canton ZH approva la regolamentazione delle tasse, ma sottolinea che l’autonomia finanziaria dei Cantoni rischia di essere violata.

Sul finanziamento: il Canton VD adduce che l’attuazione di standard e l’applicazione di norme in materia di geoinformazione, anche nella prospettiva di creare una INGD, devono essere finanziate principalmente dalla Confederazione. I costi di adeguamento delle raccolte di dati esistenti non possono essere addossati ai Cantoni. Per poter definire le conseguenze finanziarie dell’attuazione della LGI bisogna stimare e quantificare tanto le conseguenze positive quanto quelle negative dell’adozione e attuazione di norme per l’unificazione dei geodati di interesse nazionale. Il Canton ZG ritiene che la Confederazione non possa dettare ai Cantoni quali raccolte di dati debbano essere aggiornate e a quale momento; dato che la sovranità finanziaria in materia di dati cantonali rimane comunque ai Cantoni, i Cantoni devono poter decidere quali “leggi specialistiche” adeguare e quale sia il momento opportuno.

Sul catasto delle restrizioni di diritto pubblico della proprietà: i Cantoni SO, TI e AR esprimono dei dubbi, perché ritengono che l’onere necessario per l’allestimento di un siffatto catasto sia sproporzionato. I Cantoni SO, TI, AR e BS chiedono di circoscrivere questo catasto al minimo indispensabile. I Cantoni SO, BL, AG e AR propongono di inserire la gestione del catasto tra i compiti congiunti, come per la misurazione ufficiale, con conseguente partecipazione della Confederazione ai costi del rilevamento dei dati. Il Canton GL deplora che i compiti dei Cantoni e dei Comuni siano formulati in modo troppo vago e che non vi sia chiarezza quanto al loro finanziamento. Il Canton BE propone di creare un catasto giuridicamente vincolante e di coordinarne il contenuto con quello del registro fondiario nell’ambito della revisione in corso del Codice civile, e di estendere la validità degli articoli del disegno relativi al catasto a tutti gli altri geodati di base di interesse nazionale (tranne che alla misurazione nazionale e alla misurazione ufficiale). La futura conversione delle raccolte di dati esistenti in un modello di dati unitario elaborato dalla Confederazione non può essere accollata ai soli Cantoni: la Confederazione dovrebbe partecipare perlomeno ai costi di armonizzazione, e magari anche alle spese dell’archiviazione a lungo termine. I Cantoni di SG e TG sono contrari al catasto delle restrizioni di diritto pubblico della proprietà; a loro giudizio, la sua introduzione è eccessivamente onerosa e costosa; inoltre, attualmente l’onere finanziario per i Cantoni sarebbe ancora impossibile da determinare. I geodati non devono assumere un effetto giuridicamente vincolante che potrebbe dare adito a pretese di risarcimento nei confronti dell’ente pubblico. Per i Cantoni di SZ e GR converrebbe esaminare se l’introduzione del catasto non può essere disciplinata nel Codice civile e nel registro fondiario; il Canton GR accenna alle imponderabili conseguenze finanziarie di questo catasto; inoltre, il progetto non descrive in che modo le decisioni dell’autorità verrebbero recepite nel catasto. Secondo il Canton NE, converrebbe che in una prima fase i Cantoni creassero un tale catasto nell’ambito di un sistema di informazione spaziale. Il Canton UR deplora che il progetto sia poco preciso quanto all’organizzazione giuridica; rimangono incertezze anche riguardo alla portata giuridica delle informazioni pubblicate nel catasto e alle responsabilità degli uffici competenti; le norme sull’aggiornamento e sul sistema di notifiche non sono chiare; inoltre, i Cantoni potrebbero andare incontro a costi enormi.

I Cantoni ZH, LU, GE, FR e AI sono piuttosto scettici riguardo al disegno di legge.

Il Canton ZH approva gli sforzi compiuti dalla Confederazione per promuovere un impiego efficiente e duraturo delle geoinformazioni. L’introduzione di standard e tecnologie unitarie, a tal fine necessaria, e la promozione di un’utilizzazione molteplice degli stessi dati sono