Rapporto sui risultati
Consultazione 2004/102: Legge federale sulla geoinformazione (Legge sulla geoinformazione, LGI) · 21 pagine
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La CSI approva di massima il progetto. Quanto al catasto sulle restrizioni della proprietà, vi sono questioni fondamentali che devono ancora essere approfondite, perché data l’entità degli investimenti previsti bisogna puntare per quanto possibile alla massima certezza del diritto. Inoltre occorre esaminare se convenga davvero legiferare in questo momento sul catasto delle restrizioni della proprietà. La CSI chiede di reintrodurre un articolo relativo alla partecipazione dei Cantoni nonché alla creazione di un organo di coordinamento e propone una formulazione concreta accompagnata da una proposta sussidiaria.
3.1.5 Commenti delle associazioni nazionali di categoria
La OSIG chiede di reintrodurre l’articolo, previsto nell’avamprogetto, relativo alla partecipazione dei Cantoni e all’organo di coordinamento. Riguardo al catasto delle restrizioni della proprietà, i servizi competenti designati devono poter essere obbligati a registrare e aggiornare i rispettivi dati in base a modelli di dati unitari. Considerati i vasti orizzonti temporali previsti per la realizzazione, la OSIG si chiede se il catasto non debba essere disciplinato in una legge separata e se sia davvero necessario.
La IGS approva il progetto e ritiene che il disegno possa raccogliere l’adesione della maggioranza. Almeno nelle ordinanze bisognerebbe introdurre un accenno concreto all’economia privata, in analogia con il principio di sussidiarietà. Tutti i compiti che l’economia privata è in grado di svolgere bene o meglio devono essere affidati all’economia privata. Quanto al catasto delle restrizioni della proprietà, occorre un maggior impegno finanziario della Confederazione, nell’interesse della collettività; inoltre, per esperienza, un catasto dovrebbe essere per quanto possibile completo.
geosuisse (come la commissione della comunità d’interessi ZH/SH) accoglie con favore il progetto, breve e ben strutturato. L’articolo sul catasto delle restrizioni della proprietà è urgentemente necessario; ma considerato l’elevato valore degli immobili, pari a circa 2000 miliardi di franchi, e i circa 650 miliardi di franchi di crediti ipotecari garantiti dalla misurazione ufficiale e dal registro fondiario, è illogico delegare in pratica ai Cantoni il compito di documentare il catasto. Una documentazione lacunosa e la mancanza di informazioni disponibili sulle restrizioni di diritto pubblico della proprietà rischierebbero di compromettere i valori iscritti nel catasto. Così facendo la Confederazione, che è responsabile dei diritti di proprietà immobiliare basati sul diritto privato, si sottrarrebbe alle proprie responsabilità.
La classificazione del catasto tra i compiti congiunti avrebbe come conseguenza che la Confederazione dovrebbe assumersi una parte dei costi. Un impegno finanziario più esteso della Confederazione si giustificherebbe per varie ragioni e sarebbe nell’interesse dell’economia. geosuisse sostiene chiaramente che un catasto, come dimostra un'esperienza di lunga data, debba essere il più possibile completo. L’obiettivo di avere un catasto completo non deve essere relativizzato nella legge.
Il GMG approva sostanzialmente la legge. Propone di assoggettare i geodati alla normativa sui diritti reali come “valori immateriali”, per dare un fondamento solido alle questioni di proprietà e di diritti d‘autore.
Anche la FSU approva sostanzialmente il progetto. Tuttavia, i compiti e le competenze dei produttori di dati, dei loro gestori e utilizzatori essere definiti con maggior chiarezza. La FSU auspica che il catasto delle restrizioni della proprietà abbia giuridicamente un mero effetto informativo. Nelle questioni di merito, l’opinione della FSU coincide con quella della COPC.