Rapporto sui risultati
Consultazione 2004/102: Legge federale sulla geoinformazione (Legge sulla geoinformazione, LGI) · 21 pagine
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La Conferenza dei governi della Svizzera occidentale (CGSO) riconosce a livello di principio, in applicazione del nuovo articolo 75a della Costituzione federale, l’importanza di una legislazione nazionale sull’armonizzazione delle informazioni fondiarie ufficiali. Si augura che l’estensione delle competenze decisionali attribuite alla Confederazione in materia di geoinformazione vada di pari passo con un maggior impegno finanziario corrispondente da parte della Confederazione. La CGSO spera che le norme e gli standard futuri della INGD siano conformi alle norme e agli standard vigenti a livello europeo.
Il CP conclude, nel proprio esposto, che il disegno di legge posto in consultazione non consente di raggiungere l’obiettivo di un sistema di informazione unitario a livello federale e dunque di un quadro per la diffusione di geodati, perlomeno di quelli di interesse pubblico nazionale. Gli sforzi di armonizzazione non devono andare a discapito della ripartizione dei compiti con i Cantoni e della loro libertà di decidere quali dati rilevare per disporre di una banca di dati georeferenziati. Su questo retroscena, il catasto dovrebbe essere espunto dalla legge, poiché, secondo il CP, non poggia su una base costituzionale sufficiente. Inoltre, il modo di finanziamento previsto non è ammissibile. Il CP auspica una più intensa collaborazione con il settore privato per quanto concerne il rilevamento, la gestione e la diffusione dei geodati di base. Il disegno di legge è molto laconico in merito al prezzo dei geodati, perlomeno per quanto riguarda i dati acquisiti con le entrate fiscali.
Meteotest esprime una serie di preoccupazioni di principio. swisstopo esercita con la benedizione dello Stato attività tipiche del settore privato, provocando una distorsione della concorrenza. swisstopo non dovrebbe partecipare attivamente a questo mercato, bensì limitarsi a garantire che possa essere operata una netta separazione tra settore commerciale e statale per gli aspetti finanziari e per quelli relativi al personale e all’infrastruttura.
La FSN approva il progetto. Il fatto che si adottino misure per garantire l'informazione nel campo dei geodati non può essere che di vantaggio per tutti gli interessati.
“Costruzione Svizzera” approva la legge, ma deplora l’assenza della volontà di scorporare determinati compiti da affidare al settore privato. Quanto alla questione delle tasse, non si ha l’impressione che i geodati saranno trasparenti e poco costosi per gli utilizzatori del settore privato. Per promuovere l’utilizzazione molteplice è indispensabile eliminare anche gli ostacoli amministrativi. Occorre garantire che un utilizzatore non debba pagare due o più volte gli stessi dati.
GEOAargau considera molto positivo il progetto. Il principio di sussidiarietà dovrebbe essere consacrato chiedendo allo Stato di creare le pertinenti condizioni quadro e di sorvegliarne il rispetto. La realizzazione di soluzioni tecniche e l’offerta di servizi devono essere compito del settore privato. L’unica eccezione riguarda i compiti statali; tanto il rilevamento e
l’aggiornamento dei dati quando la creazione e la gestione di geoservizi dovrebbero per quanto possibile essere oggetto di gare pubbliche di appalto.
CHGEOL è favorevole alla legge. I compiti della geologia nazionale dovrebbero essere disciplinati per principio nella legge, come per la misurazione nazionale.
La PGS intravede nel progetto opportunità e pericoli per i lavoratori. L’opportunità consisterebbe nel largo uso dei geodati e di conseguenza nell’aumento della domanda di servizi SIG, che aprirebbe la prospettiva di ulteriori posti di lavoro sicuri, di nuove figure professionali e di possibilità di sviluppo. Invece, il rischio di standardizzazione comporta quasi giocoforza una