Rapporto sui risultati

Consultazione 2005/94: Riforma strutturale nella previdenza professionale / Provvedimenti a favore dei salariati anziani · 32 pagine

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In linea di massima il Cantone ZH è favorevole, ma fa notare che essi avranno ripercussioni diverse, a seconda del ramo e del settore d’attività. Il Cantone BE teme che in tempi economicamente difficili i provvedimenti abbiano ripercussioni negative sui lavoratori anziani. LU, FR, SZ e FER chiedono che la flessibilizzazione dell’età del pensionamento nell’ambito dell’11a revisione dell’AVS venga disciplinata in maniera globale. Il Cantone UR considera i provvedimenti complicati e lontani dalla prassi. Il Cantone BS si dimostra scettico e piuttosto riluttante, poiché una penuria di mano d’opera non si verificherà prima di 10 anni almeno; applicati prima, i provvedimenti per i lavoratori anziani non farebbero altro che rendere ancora più difficile l’ingresso dei disoccupati nel mercato del lavoro. L’Unione delle città svizzere teme che a beneficiare dei provvedimenti siano solo i quadri e il personale ben remunerato. Inoltre in determinate situazioni essi potrebbero anche aggravare la disoccupazione giovanile. Il Cantone VD è del parere che non siano stati presi in considerazione tutti gli aspetti del problema. Per i Cantoni BL, AI e TG i provvedimenti sono lodevoli ma non prioritari per la previdenza professionale; innanzitutto andrebbe attuata la riforma strutturale.

Il Cantone SG ravvisa una violazione dell’adeguatezza (vengono assicurati redditi fittizi) e della collettività (nessun finanziamento paritetico). Non avrebbe senso aumentare gli importi in caso di proseguimento dell’attività lavorativa con grado di occupazione ridotto mediante l’assicurazione di elementi salariali fittizi, perché in tal modo verrebbero effettuate detrazioni fiscali su un salario non imponibile. Inoltre non sarebbe chiaro perché il datore di lavoro dovrebbe avere la possibilità di non prendere parte al cofinanziamento. Infine il diverso trattamento del primato delle prestazioni proposto porterebbe pregiudizio alla libertà di scelta dell'istituto di previdenza.

Per il Cantone AG le modifiche previste corrispondono ad un’esigenza reale. Tuttavia non si capisce perché la soluzione di una maggior flessibilità dovrebbe essere possibile solo a partire dai 60 anni. Le limitazioni in materia di riduzione del salario annuale e della durata o dell'entità della copertura assicurativa non sarebbero di alcuna utilità. Inoltre si sarebbe dimenticato di sopprimere il graduale aumento dei contributi legato all'avanzare dell’età.

Il PPD considera le misure troppo poco consistenti ed efficaci. Mancherebbe un adattamento o una soppressione dell’aumento dei contributi legato all’avanzare dell’età al fine di ridurre gli oneri a carico dei lavoratori più anziani. Anche l’UDC respinge i provvedimenti, perché non li considera né particolarmente utili né consistenti. Il PLS deplora che si sia persa l’occasione di esaminare la problematica con un approccio globale. Per il PCS i provvedimenti vanno nella direzione auspicata, ma, essendone l'applicazione facoltativa, non vi sarebbe alcun obbligo reale per gli istituti di previdenza. Inoltre il momento del pensionamento dipende perlopiù dalla situazione previdenziale dei singoli: andrebbero quindi adottate misure per colmare le lacune tra l’età del pensionamento legale e quella del pensionamento effettivo. Anche il PEV è favorevole ai provvedimenti, ma chiede una maggiore flessibilità. Ritiene infatti evidente che la minimizzazione delle perdite fiscali è altrettanto importante della partecipazione dei lavoratori più anziani.

Per Economiesuisse le regole proposte apportano alcuni miglioramenti, ma rispondono troppo poco alle esigenze e sono troppo poco flessibili. Anche l’Unione svizzera degli imprenditori considera i provvedimenti ancora perfettibili dal punto di vista degli obiettivi. La VVP è dello stesso parere: i provvedimenti sarebbero poco praticabili e difficili da attuare dal punto di vista amministrativo. Per l’USC l'avamprogetto non guarda abbastanza lontano ed è troppo incentrato sull’aspetto fiscale. L’USS la vede allo stesso modo, e critica il fatto che i provvedimenti non siano obbligatori per gli istituti di previdenza. Il carattere facoltativo delle proposte è disapprovato anche da procap e FSIH. Travail Suisse esprime scetticismo quanto al successo di tali provvedimenti. Inoltre le lacune tra l’età del pensionamento legale e quella del pensionamento effettivo andrebbero colmate. Per la Conferenza Fiscale Svizzera l'avamprogetto è troppo poco concreto. A suo parere, in caso di versamento scaglionato delle prestazioni di vecchiaia dovrebbe essere preponderante l’importanza dell’interesse previdenziale; pertanto sia un versamento parziale che un posticipo del versamento delle prestazioni di vecchiaia dovrebbero sempre essere legati ad un sostanziale ritiro dall’attività lucrativa o ad un proseguimento della stessa.

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