Rapporto esplicativo

Consultazione 2007/3: 03.401 Iniziativa parlamentare «Introduzione di un referendum finanziario» · 22 pagine

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Non dovrebbero invece essere sottoposti a referendum i limiti di spesa. Infatti, questi non permettono al Consiglio federale di contrarre impegni finanziari. Non sono propriamente dei crediti ma piuttosto delle decisioni di pianificazione del Parlamento che consentono di stabilire un importo massimo per i crediti a preventivo da destinare a un determinato settore d’attività durante un periodo di diversi anni. Il reale importo delle spese non è però fissato e pertanto i cittadini non saprebbero esattamente quale sia l’oggetto sul quale sono chiamati a pronunciarsi. È pur vero che si può muovere la stessa obiezione contro i crediti d’impegno che, come i limiti di spesa, fissano soltanto l’importo massimo delle spese, importo che non deve essere necessariamente esaurito. Infatti i crediti d’impegno riguardano in generale spese uniche e spesso permettono di effettuare investimenti concreti; i cittadini non si opporranno di certo al fatto che un credito d’impegno non sia interamente speso. Oggetto dei limiti di spesa sono invece di regola spese ricorrenti, in particolare trasferimenti finanziari e i cittadini non resteranno indifferenti se per l’agricoltura o la promozione della ricerca vengono effettivamente spese somme nettamente inferiori al limite di spesa fissato.

La minoranza III ritiene che escludere i limiti di spesa dal referendum finanziario significa sottrarre importanti decreti finanziari allo scrutinio popolare. Per la gestione delle finanze federali i limiti di spesa hanno la medesima importanza dei crediti d’impegno. Nel 2004, 8 miliardi di franchi sono stati spesi nel quadro di crediti d’impegno e 10.9 miliardi nell’ambito di limiti di spesa, in totale si è trattato di 18,9 miliardi di franchi, ovvero il 37 % delle spese totali della Confederazione (51,4 miliardi di franchi). Se oggetto del referendum finanziario fossero soltanto i crediti d’impegno, grandi spese in settori cruciali della politica federale sarebbero sottratte al voto del popolo.

Il professor Schweizer condivide il punto di vista della minoranza II. Nella sua perizia, fa valere che la volontà di limitare il referendum finanziario ai soli crediti d’impegno non può essere giustificata dal profilo materiale. I due strumenti – credito d’impegno e limite di spesa – hanno effetti analoghi. Entrambi fissano un limite massimo alle spese e per entrambi non è necessario spendere totalmente l’importo concesso. Determinare l’importo preciso delle spese che derivano da un credito d’impegno non è più semplice di quanto sia stabilire quello di un limite di spesa, in particolare per progetti di grande portata come la NTFA o Ferrovia 2000. Il professor Schweizer conclude che, limitando il referendum finanziario ai crediti d’impegno, la Commissione ha manifestamente tentato di istituire un referendum sugli investimenti, senza tenere conto del fatto che i crediti d’impegno possono comprendere anche trasferimenti finanziari o spese di consumo.

2.3.3 Soglie minime

Occorre inoltre stabilire a partire da quali importi minimi (soglie minime) i decreti finanziari debbano essere sottoposti a referendum. Si è scelto di stabilire le soglie minime impiegando importi fissi in franchi. È infatti preferibile rinunciare all’impiego di percentuali (per esempio delle spese o delle entrate annuali) poiché ciò implicherebbe fluttuazioni annuali della soglia minima che sarebbero fonti di incertezza. Occorre quindi servirsi di importi in franchi per stabilire le soglie minime. Il progetto prevede di stabilire a 200 milioni di franchi la soglia minima per le spese uniche e a 20 milioni di franchi quella per le spese ricorrenti. Il referendum