Rapporto sui risultati
Consultazione 2008/19: Revisione della legge sull'energia, dell'ordinanza sull'energia e dell'ordinanza sulla procedura d'approvazione dei piani di impianti elettrici, dell'ordinanza sulla pianificazione del territorio e dell'ordinanza sulle linee elettriche · 14 pagine
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Il presente rapporto è volutamente succinto e presenta solo le richieste più importanti.
2. Revisione della legge sull’energia (LEne)
La maggior parte dei partecipanti alla consultazione approva in linea di massima le modifiche proposte. Molti sono i pareri concernenti il certificato energetico degli edifici, in particolare da parte dei Cantoni. Numerose osservazioni riguardano inoltre i costi computabili per i contributi ai risanamenti di edifici: da una parte si lamenta il fatto che vi siano pochi incentivi, dall’altra si temono ripercussioni collaterali. L’UDC è l’unico partecipante che rifiuta tutte le proposte dell’avamprogetto in consultazione.
2.1 Certificato energetico degli edifici (art. 9 cpv. 4 LEne)
2.1.1 Cantoni (incl. la EnDK, i Comuni e le relative associazioni)
Il certificato energetico degli edifici di per sé è accettato dai Cantoni. Tuttavia, solo una minoranza di essi sostiene la soluzione proposta dalla LEne (BE, BL, GE, NE), mentre la maggioranza rimanda alle prescrizioni tipo della EnDK. Queste prescrizioni includono tra l’altro un certificato energetico degli edifici (CECE), la cui introduzione è obbligatoria per i Cantoni. Per i proprietari di edifici il certificato è in genere facoltativo, tuttavia i Cantoni possono renderlo obbligatorio. Poiché in tempi brevi, vale a dire da metà 2009, sarà introdotto un certificato degli edifici unitario in tutta la Svizzera, la regolamentazione della LEne è superflua (ZH, BS, AG, SO, SH, GL, SZ, VS, JU, AI, AR, NW, EnDK e con essa UR, OW, GR, TG, SG; in modo relativo VD). SZ considera il certificato un’ingerenza nelle competenze cantonali e ZG auspica che la regolamentazione delle competenze di Cantoni e Confederazione venga presa meglio in considerazione. In merito al carattere obbligatorio del certificato, non tutti i Cantoni esprimono un parere. Nessuna riserva solamente da BE e GE, (a medio termine da FR) e, a condizione che vi siano i necessari mezzi finanziari, anche da TI. SZ, AR e BS sono a favore di un certificato facoltativo, tuttavia in quest’ultimo Cantone dovrebbe essere obbligatorio. Una maggioranza dei Cantoni è del parere che la necessità di un certificato obbligatorio potrà essere stabilita soltanto dopo che si saranno fatte esperienze con quello facoltativo (ZH, AG, VS, SO, GL, AI, JU nonché EnDK e con essa GR, UR, OW, SH, TG e SG).
La città di Zurigo (analogamente all’Unione delle città svizzere) esige dalla Confederazione la fissazione di scadenze per i Cantoni e prescrizioni sussidiarie nel caso in cui i essi tardino a emanare la necessaria legislazione.
2.1.2 Partiti politici
PS e Verdi sono a favore di un certificato energetico degli edifici e chiedono fermamente la sua introduzione obbligatoria. Dello stesso parere sono PPD, PCS e PEV. Quest’ultimo chiede inoltre prescrizioni materiali minime. Secondo PLR e PLS il certificato deve essere obbligatorio, tuttavia sarà il mercato a decretarne il successo. L’UDC è invece contraria ad un certificato unitario in tutta la Svizzera, in quanto le competenze cantonali verrebbero così ridotte e risulterebbero maggiori oneri finanziari e amministrativi.
2.1.3 Associazioni economiche, dei datori di lavoro e di altri settori
Una maggioranza di queste associazioni accoglie con favore l’avamprogetto (Fédération des Entreprises Romandes, Swissmem, FST, USM, USC, costruzione.svizzera, union suisse des professionels de l’immobilier, HEV, Fédération Romande immobilière ecc.). Alcune associazioni esprimono invece un certo scetticismo (Economiesuisse, sgv, centre patronal ecc.), in quanto non vi è certezza sulla sua efficacia, ne deriverebbero costi elevati e vi sarebbe ingerenza nelle competenze dei Cantoni. Tuttavia quasi tutti le associazioni sono unanimi nel ritenere che il certificato debba essere facoltativo.